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Piazza Affari chiude in moderato rialzo, deboli banche e Fiat. In luce Eni

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La Borsa di Milano ha chiuso in moderato rialzo una giornata senza grandi scossoni. Il listino milanese ha azzerato le perdite poco prima dell’avvio di Wall Street, quando i futures Usa han girato al rialzo trascinati da Microsoft in scia all’annuncio che l’Ad Ballmer lascerà il suo incarico entro 12 mesi. Prima di questo il mercato ha potuto toccare con mano la divisione all’interno della Fed: Dennis Lockhart, il presidente della Fed di Atlanta, ha dichiarato che sarebbe disposto ad appoggiare in settembre il tapering, mentre James Bullard, presidente della Fed di St.Louis, ha affermato la Federal Reserve non dovrebbe avere fretta di rallentare il piano di acquisto titoli da 85 miliardi di dollari al mese. Sul fronte macro alla caduta delle vendite di case nuove negli Stati Uniti, crollate del 13,4% in luglio, ha risposto il miglioramento della fiducia dei consumatori Ue, passata a -15,6 punti e cioè sui massimi dal 2011. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,19% a 17.342 punti.

Debole il comparto bancario: Mediobanca ha ceduto il 2,82% a 4,966 euro, Ubi Banca il 2,08% a 3,586 euro, Popolare di Milano l’1,43% a 0,398 euro, Intesa SanPaolo lo 0,32% a 1,563 euro. Vendite anche sul Montepaschi (-1,34% a 0,228 euro) dopo che il Codacons ha fatto sapere che la Consob ha presentato un esposto lo scorso febbraio contro la banca senese per aver fornito informazioni non veritiere in merito al finanziamento dell’operazione Antonveneta e alla presunta operazione in Btp eseguita con Nomura. La novità riguarda il fatto che queste informazioni sarebbero state fornite nel 2012, ovvero dall’attuale vertice della banca capitanato da Alessandro Profumo e Fabrizio Viola. Male Fiat (-2,31% a 6,14 euro) mentre si intensificano le voci secondo cui sarebbe sul punto di annunciare l’accordo finale per la produzione di Suv targati Jeep in Cina nella joint venture con Guangzhou Automobile Group. Sul paniere principale la maglia rosa è stata indossata da Eni che ha svettato con un progresso del 2,29% a 17,43 euro. Più cauta la performance dell’altro colosso pubblico dell’energia, Enel, che ha comunque strappato un +0,92% a 17,43 euro. Parmalat (-0,16% a 2,468 euro) sotto i riflettori dopo aver confermato le indiscrezioni emerse ieri sulla stampa brasiliana e aver fatto sapere di essere in trattative esclusive per acquistare Lacteos do Brasil.