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Piazza Affari chiude in moderato rialzo alla vigilia della Bce. Crolla Mediaset dopo i conti, vola Parmalat

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in moderato rialzo, tra tante storie societarie legate alla stagione delle trimestrali, in attesa delle riunioni della Fed e della Bce. Al termine dell’incontro Monti-Katainen, i due leader hanno pronunciato parole all’insegna dell’unità d’intenti: bene il rigore, ma occorre una risposta europea per la riduzione dei tassi d’interesse visto che i mercati finanziari non sono più in grado di apprezzare quanto dovrebbero gli sforzi di riforma compiuti dai singoli Paesi. Parole che arrivano alla vigilia del meeting Bce dove dovranno comporsi gli attriti tra le posizioni del presidente Mario Draghi, che si è detto pronto a fare tutto il necessario per salvare l’euro, e quelle dei membri tedeschi e nord-europei del board. Nell’attesa a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,27% a 13.928 punti. 

Parmalat ha svettato incontrastata con un balzo del 9,51% a 1,681 euro dopo i conti dei primi sei mesi del 2012: i ricavi hanno mostrato una crescita del 6,1% a 2,27 miliardi di euro, mentre l’utile è salito del 7,8% a 82,5 milioni di euro. Parmalat ha inoltre confermato la guidance per l’intero esercizio, che dovrebbe chiudersi con ricavi ed Ebitda in aumento di circa il 3% rispetto al 2011. Nonostante i risultati in calo Enel Green Power ha messo a segno un progresso del 4,55% a 1,218 euro. Nel primo semestre dell’anno l’utile netto è sceso del 26,3% a 221 milioni di euro rispetto ai 300 milioni di un anno fa, mentre i ricavi sono passati da 1,33 miliardi a 1,32 miliardi. Contrastato il comparto bancario: Monte dei Paschi ha guadagnato l’1,77% a 0,183 euro, Banco Popolare lo 0,74% a 0,957 euro, Unicredit lo 0,36% a 2,778 euro. In rosso Popolare di Milano (-1,26% a 0,368 euro) e Ubi Banca (-0,08% a 2,364 euro).
 
Tracollo di Mediaset che ha registrato un tonfo del 10,83% a 1,268 euro all’indomani della pubblicazione dei conti. La società di Cologno Monzese ha fatto sapere di aver riportato nel primo semestre un utile netto di 43,1 milioni di euro, in calo del 73% rispetto ai 162,8 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Giù anche i ricavi, passati da 2,25 miliardi ai 1,99 miliardi, e l’Ebit, in flessione del 57% a 146,4 milioni di euro. La raccolta pubblicitaria italiana ha perso quasi 12 punti percentuali. Mediaset, inoltre, prevede di chiudere il 2012 con un utile netto inferiore a quello dello scorso anno. Finmeccanica (-0,74% a 2,958 euro) debole: nel primo semestre l’utile si è attestato a 70 milioni di euro, inferiore rispetto ai 456 milioni dei primi sei mesi del 2011 che avevano però beneficiato della plusvalenza di 443 milioni grazie alla cessione del 45% di Ansaldo Energia.

Eni (-0,24% a 16,80 euro) sotto i riflettori dopo aver chiuso il primo semestre del 2012 con un utile netto adjusted di 3,94 miliardi di euro, in crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I profitti del secondo trimestre si sono attestati a 1,46 miliardi, registrando un progresso del 2%. Nel periodo aprile-giugno il colosso energetico nazionale ha visto la produzione di idrocarburi aumentare del 10,6% a 1,647 milioni di barili al giorno. La performance è stata sostenuta dalla ripresa delle attività in Libia e dall’entrata a regime di giacimenti in Australia, Russia ed Egitto. Le vendite di gas di 20,15 miliardi di metri cubi hanno invece registrato una flessione del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.