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Piazza Affari chiude in forte ribasso, Ftse Mib cede il 2,75%. Giù banche e energia

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La Borsa di Milano ha chiuso la prima seduta della settimana in deciso ribasso con il risultato elettorale in Nordreno-Westfalia che ha aumentato le tensioni tra gli investitori. Nello Stato più popoloso e industriale della Repubblica tedesca, la Cdu di Angela Merkel è crollata dal 34% al 26%, perdendo il doppio rispetto agli ultimi sondaggi, mentre i socialdemocratici sono volati al 39%. In Grecia prosegue lo stallo politico. Questa sera si terrà un incontro tra il presidente della Repubblica, Karolos Papoulias, e i leader dei principali partiti politici per trovare in extremis un’intesa per formare un governo di unità nazionale, che permetta al Paese di rimanere nell’Eurozona e di ricevere gli aiuti concordati con l’Unione Europea e il Fondo monetario internazionale. Le tensioni si sono sentite anche sul secondario, dove lo spread Btp-Bund è salito in area 430 punti base. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto il 2,74% a 13.660 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato del 2,64% a quota 14.699.
 
Banche al centro delle vendite: Unicredit ha perso il 4,91% a 2,674 euro, Intesa SanPaolo il 3,55% a 1,033 euro, Popolare di Milano il 3,67% a 0,341 euro, Ubi Banca il 2,72% a 2,432 euro, Banco Popolare il 2,50% a 0,975 euro. In controtendenza il Monte dei Paschi che, dopo essere sprofondato durante la scorsa settimana, oggi ha strappato un rialzo dell’1,33% a 0,243 euro. Tra i peggiori sul Ftse Mib da segnalare Stm (-5,09% a 3,882 euro) e Mediolanum (-6,96% a 2,888 euro). Finmeccanica (-4,21% a 2,776 euro) non ha beneficiato delle parole dell’Ad Giuseppe Orsi che in un’intervista al Corriere della Sera ha confermato l’intenzione di ridurre entro la fine dell’anno la partecipazione del colosso pubblico nelle attività considerate non strategiche (Ansaldo Breda, STS e Energia). Inoltre Orsi ha delineato la strada di crescita di Finmeccanica verso il civile.

Le vendite non hanno risparmiato i colossi pubblici dell’energia: Enel ha perso il 2,80% a 2,43 euro, Eni ha lasciato sul parterre il 2,60% a 16,46 euro. Secondo quanto riportato dalla testata Middle East Economic Survey (Mees), Qatar Investment Authority (Qia) starebbe negoziando l’acquisto di una quota tra il 3 e il 5% del Cane a si zampe. Il fondo sovrano sarebbe in trattative anche per la stessa quota di Shell. “L’interesse del Qatar per Eni e potenzialmente anche per Snam potrebbe facilitare la separazione Eni-Snam allo studio da parte del Governo”, ha spiegato Intermonte nella nota raccolta da Finanza.com. Il Corriere della Sera ha invece parlato di un’ipotesi alternativa attualmente in studio, con la CDP che potrebbe allearsi con un fondo sovrano estero per rilevare da Eni il 29% di Snam. Tra i titoli del comparto da segnalare il tonfo di Enel Green Power che ha ceduto il 5,15% a 1,271 euro.

Di contro, invece, A2A ha svettato sul paniere principale con un rialzo del 4,50% a 0,545 euro. Bene anche Diasorin (+2,70% a 22,81 euro) dopo la trimestrale in linea con le attese, la conferma dei target 2012 e le prospettive positive nel settore della diagnostica molecolare.  In particolare, il management ritiene che nel 2012 i ricavi saranno in linea o leggermente superiori a quelli registrati nel 2011. La società ha chiuso i primi tre mesi del 2012 con un fatturato pari a 105,7 milioni (111,4 milioni un anno fa) e un utile netto consolidato pari a 22,5 milioni (da 28,5 milioni).

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