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Piazza Affari chiude in deciso ribasso, vendite sulle banche. Mediaset maglia nera

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La Borsa di Milano ha chiuso in deciso ribasso con l’indice Ftse Mib, che ha toccato i minimi intraday a 16.905 punti, che ha chiuso con una flessione del 2,10% a 16.977 punti. A pesare su Piazza Affari, nettamente la peggiore tra le principali Borse europee, sono stati i timori di una crisi di Governo, amplificati dopo un weekend tesissimo tra i due principali partiti della maggioranza che sostiene il governo Letta. Preoccupazioni che si sono viste anche sul secondario dove lo spread Btp-Bund è salito vicino ai 250 punti base prima della tre giorni di aste del Tesoro. Nel frattempo Jens Weidmann, il presidente della Bundesbank, ha dichiarato che i tassi d’interesse nell’Eurozona non resteranno bassi per anni perché aumenterebbero i rischi per la stabilità finanziaria. Sul fronte macro, negli Stati Uniti gli ordini di beni durevoli a luglio sono scesi del 7,3%, peggio delle attese che indicavano un calo del 4 per cento.

Le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario: Ubi Banca ha ceduto il 3,79% a 3,45 euro, Banco Popolare il 4,23% a 1,065 euro, Unicredit il 3,50% a 4,416 euro, Mediobanca il 3,42% a 4,796 euro, Monte dei Paschi il 3,37% a 0,22 euro, Intesa SanPaolo il 3,33% a 1,511 euro. La maglia nera sul paniere principale è stata indossata da Mediaset che ha lasciato sul parterre il 6,25% a 3,15 euro. Male GTech (-4,69% a 20,72 euro) in scia ad un articolo apparso nel fine settimana su Il Sole 24 Ore secondo cui gli interventi su Imu, Iva e Cassa integrazione potrebbero essere finanziati in parte da un aumento delle accise su giochi, bolli, sigarette e alcolici. Il clima di incertezza si è fatto sui colossi pubblici: Finmeccanica ha perso il 3,94% a 3,902 euro, Enel è arretrata del 2,28% a 2,566 euro. Più contenuta la flessione di Eni che ha lasciato sul parterre l’1,15% a 17,23 euro. Pirelli (-2,35% a 9,35 euro) è finita sotto pressione in scia ai rumor provenienti dagli ambienti della Formula Uno.