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Piazza Affari chiude in deciso ribasso, Ftse Mib sotto 19.000 punti. Forti vendite sulle banche

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Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso con l’indice Ftse Mib che ha perso la soglia dei 19.000 punti, riconquistata lo scorso 16 dicembre. Il listino milanese ha aumentato le perdite dopo l’avvio negativo di Wall Street, dove il Dow Jones è tornato sotto quota 20.000 punti. Ad alimentare il nervosismo degli investitori le decisioni di Donald Trump prese nel fine settimana per limitare i flussi migratori da alcuni Paesi. Balzo degli indici di volatilità a New York. Da segnalare la rinnovata pressione sui titoli di Stato italiani: lo spread Btp-Bund è salito oltre 185 punti base con il rendimento del decennale in area 2,30%. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con una flessione del 2,95% a 18.759 punti.

Forti vendite sulle banche: Banco Bpm ha ceduto il 3,95% a 2,772 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 4,81% a 5,34 euro, Ubi Banca il 6,80% a 3,318 euro e Unicredit il 5,45% a 26,20 euro. La banca di piazza Gae Aulenti dovrebbe riunire mercoledì il Cda per fissare il prezzo e le condizioni del maxi aumento di capitale da 13 miliardi di euro. Aumento che dovrebbe partire il 6 febbraio per concludersi il 24 febbraio. Male anche il comparto oil: Eni ha perso il 2,57% a 14,39 euro e Saipem è arretrata del 6,72% a 0,486 euro. Su Saipem gli analisti di ABN Amro prevedono “nel medio periodo un cauto ottimismo relativamente alla scommessa del Medio Oriente”.

Prese di beneficio su FCA (-3,37% a 10,03 euro) ma gli analisti continuano a rivedere le proprie stime sul gruppo automobilistico, come Ubs che ha alzato del 9% le previsioni di eps per il 2017 e addirittura del 27% quelle sul 2018. La casa d’affari elvetica ha mantenuto la valutazione “neutral” su Fca con il prezzo obiettivo che è stato portato da 6,7 a 11 euro. Luxottica (-1,57% a 50 euro) ha fatto meglio del mercato dopo aver siglato un accordo con i soci di Óticas Carol per acquisire il 100% di una delle più importanti catene di ottica in franchising in Brasile con circa 950 negozi. Una transazione del valore di 110 milioni di euro.