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Piazza Affari chiude in deciso ribasso, forti vendite sul comparto bancario -1-

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in territorio negativo affossata dalle fitte vendite sui titoli del comparto bancario. A pesare, già durante i primi scambi di giornata, la decisione di Moody’s di mettere sotto osservazione il rating della Spagna (Aa1) per un possibile downgrade. Anche le indicazioni arrivate dal Fomc non hanno certo portato ottimismo. Secondo il braccio monetario della Federal Reserve, la ripresa dell’economia statunitense sta proseguendo ad un ritmo troppo basso per far scendere il tasso di disoccupazione, ormai vicino al 10%. A livello macro, dagli States sono arrivate due spunti relativi al mese di novembre: l’inflazione è cresciuta dello 0,1% contro attese che indicavano +0,2%, la produzione industriale ha mostrato un progresso dello 0,4% con il consesus fermo a +0,3%. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto l’1,44% a 20.410 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato dell’1,32% a quota 21.123.

Pioggia di vendite sul comparto bancario. Monte dei Paschi ha ceduto il 3,73% a 0,865 euro, Unicredit il 4,18% a 1,629 euro, Banco Popolare il 3,28% a 3,39 euro, Popolare di Milano il 2,83% a 2,75 euro, Intesa SanPaolo il 2,83% a 2,147 euro, Ubi Banca il 2,76% a 6,87 euro, Mediobanca l’1,51% a 6,85 euro. Oggi il settore è finito sotto la lente di Nomura, in un report dal titolo: “Più costruttivi sull’Italia, meno sulle banche italiane e il loro capitale”. In un contesto di divisione strategica tra Nord e Sud Europa, il broker nipponico preferisce le banche “nordiche” rispetto a quelle periferiche, ma “restiamo abbastanza costruttivi sull’Italia, che può vantare una serie di virtù come il sottile deficit primario e il basso indebitamento privato”. Nel frattempo, però, le banche italiane “potrebbero continuare a convivere con un contesto sfavorevole (tassi ai minimi e un incremento dei costi di finanziamento) e ad affrontare la sfida del rafforzamento patrimoniale”.