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Piazza Affari chiude in deciso ribasso, cadono banche e Enel. Balzo di Mediaset

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Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso appesantita dalle forti vendite che hanno colpito i titoli bancari e dal tonfo di Enel all’indomani dei conti. Il mercato ha invece apprezzato i risultati di Mediaset e Moncler. Le perdite sono aumentate dopo l’avvio negativo di Wall Street, dove gli indici viaggiano comunque in moderato ribasso all’indomani dei nuovi massimi storici. A Tokyo invece il Nikkei si è confermato sui massimi degli ultimi sette anni. Questa mattina il Tesoro ha collocato 6,5 miliardi di euro di Bot annuali con rendimenti in crescita allo 0,335% (massimi da luglio). Grande attesa per l’inflazione di ottobre e il Pil del terzo trimestre dell’Eurozona in uscita venerdì. Dati che il mercato accosterà all’attesa per le prossime mosse della Bce. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso del 2,87% a 18.702 punti.

Pesanti vendite sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 4,22% a 9,865 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 6,02% a 5,07 euro, Popolare di Milano il 7,27% a 0,509 euro, Intesa SanPaolo il 3,66% a 2,158 euro, Unicredit il 5,63% a 5,105 euro, Mediobanca il 3,43% a 6,605 euro. Tonfo di Enel (-5,85% a 3,698 euro) che ha fatto sapere che quest’anno non verrà centrato il target di debito indicato nel piano industriale. Male anche gli altri due colosso pubblici del Ftse Mib. Fimeccanica ha perso il 3,16% a 7,195 euro dopo le indiscrezioni de Il Corriere della Sera secondo cui la cordata cinese Cnr-Insigma si sarebbe defilata dalla gara per rilevare la divisione trasporti del colosso pubblico. Eni ha lasciato sul parterre il 2,59% a 16,14 euro in scia alle indiscrezioni sui nuovi problemi di produzione in Libia.

Mediaset è volata con un balzo del 6,06% a 2,87 euro. Il gruppo di Cologno Monzese, ieri a mercati chiusi, ha fatto sapere di aver chiuso i primi nove mesi del 2014 con una perdita di 46,8 milioni di euro, in peggioramento rispetto al rossi di 27,3 milioni di un anno fa. Il mercato ha apprezzato però la promessa di un 2014 in utile grazie al recupero della raccolta pubblicitaria in Spagna e al piano di contenimento dei costi. Brillante anche Moncler (+4,16% a 11,01 euro) che nei primi nove mesi del 2014 ha visto l’utile netto balzare di oltre l’81% a 70,5 milioni di euro contro i 38,8 milioni dell’analogo periodo nel 2013.