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Piazza Affari chiude in deciso ribasso, banche sotto pressione

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Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso con il dibattito sulla politica monetaria della Federal Reserve che resta dominante tra gli investitori. Venerdì era stato Eric Rosengren ad innescare un’ondata di vendite a Wall Street: il presidente della Fed di Boston ha infatti aumentato e aspettative degli investitori su un rialzo dei tassi d’interesse già durante la riunione della prossima settimana. Questa sera grande attesa per il discorso di Brainard, generalmente conosciuto come una colomba. Uno sbilanciamento anche di Brainard sarebbe visto come l’ultima occasione per Janet Yellen di trasmettere il suo messaggio. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto l’1,84% a 16.840 punti.

Banche ancora sotto pressione: Banco Popolare ha ceduto il 2,98% a 2,278 euro, Popolare di Milano l’1,95% a 0,381 euro, Intesa SanPaolo il 2,03% a 2,122 euro, Ubi Banca il 2,74% a 2,414 euro e Unicredit il 3,76% a 2,252 euro. Vendite forti su Mps (-3,43% a 0,23 euro): secondo quanto scritto da La Stampa, giovedì Marco Morelli, responsabile per l’Italia di BofA Merrill Lynch, sarà nominato amministratore delegato della banca senese e andrà a sostituire il dimissionario Fabrizio Viola. Il quotidiano torinese ha scritto che martedì è in programma un vertice con la Bce, a cui parteciperanno il presidente Massimo Tononi e il presidente del Comitato nomine Alessandro Falciai, mentre giovedì il Cda potrebbe già procedere alla nomina del nuovo Ad.

Male anche il comparto oil: Eni ha mostrato una flessione dell’1,53% a 13,56 euro, mentre Saipem ha lasciato sul parterre il 3,77% a 0,395 euro. Tra i big di Piazza Affari le vendite si sono fatte sentire anche su FCA che ha chiuso la prima seduta della settimana con un ribasso del 2,41% a 5,88 euro.