Piazza Affari chiude in deciso rialzo, vola Mediaset

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Piazza Affari ha chiuso in rialzo con Mediaset che ha svettato con decisione sul Ftse Mib. Ben comprati anche i titoli del comparto bancario. I mercati europei hanno reagito bene all’avvio del tapering deciso dalla Federal Reserve, che da gennaio ridurrà gli acquisti mensili di asset a 75 miliardi di dollari dagli attuali 85 miliardi. A tranquillizzare i mercati è la nuova “forward guidance” sui tassi d’interesse. Il costo del denaro resterà infatti su livelli bassi anche se il tasso di disoccupazione scenderà sotto il livello del 6,5%. Dopo l’annuncio ieri sera a Wall Street il Dow Jones e l’S&P 500 si sono riportati sui massimi storici mentre a Tokyo l’indice Nikkei si è spinto sui massimi degli ultimi sei anni. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha mostrato un progresso dell’1,78% a 18.453 punti.

Mediaset è la superstar di oggi con un +16,45% a 3,384 euro. Il mercato ha apprezzato l’annuncio di ieri del gruppo di Cologno Monzese che sta valutando, insieme a Mediaset Espana, la possibilità di integrare le attività pay-tv di entrambe le società Mediaset Premium e Digital Plus) in una newco. Acquisti anche su Fiat (+3,67% a 5,515 euro) e Finmeccanica (+1,93% a 5,285 euro). Quest’ultima, attraverso la controllata AgustaWestland, si è aggiudicata un contratto dal valore di 1,15 miliardi di euro per la fornitura di 16 elicotteri AW101 in configurazione ricerca e sviluppo dal Governo norvegese. Tra le banche da segnalare il rimbalzo del Montepaschi (+4,53% a 0,161 euro) che ha stipulato con Deutsche Bank, in riferimento all’operazione di finanza strutturata “Santorini”. Bene anche gli altri titoli del comparto: Popolare di Milano ha guadagnato il 5,36% a 0,452 euro, Mediobanca l’1,71% a 6,23 euro, Intesa SanPaolo il 2,53% a 1,744 euro, Banco Popolare l’1,68% a 1,392 euro, Unicredit lo 0,38% a 5,295 euro. Seduta positiva anche per Telecom Italia che alla vigilia dell’assemblea degli azionisti ha mostrato un progresso del 2,86% a 0,70 euro. STM (-0,37% a 5,41 euro) ha pagato la scure di Moody’s che ha abbassato il rating di lungo termine sulla società dei semiconduttori a Baa3 da Baa2.