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Piazza Affari chiude in deciso rialzo, pioggia di acquisto su banche e settore oil

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Piazza Affari ha chiuso in deciso rialzo trascinato dai titoli del comparto petrolifero e dalle banche. Fiammata del greggio, con il Wti che avanza di circa 8 punti percentuali, in scia alla notizia dell’accordo raggiunto dai membri Opec per ridurre i livelli produttivi. Secondo quanto riportato dalle maggiori agenzie stampa, il cartello dei Paesi produttori ha decretato una diminuzione dell’output a 32,5 milioni di barili al giorno. Negli Stati Uniti il sondaggio Adp ha evidenziato in novembre la creazione di 216 mila posti di lavoro nel settore privato, oltre le attese degli analisti. Con l’attesa sempre incentrata sul referendum di domenica, a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo del 2,23% a 16.930 punti.

Pioggia di acquisti sui titoli del comparto petrolifero in scia alla notizia dell’accordo raggiunto dai membri Opec per ridurre i livelli produttivi e il conseguente balzo delle quotazioni del petrolio. Secondo quanto riportato dalle maggiori agenzie stampa, il cartello dei Paesi produttori ha decretato una diminuzione dell’output a 32,5 milioni di barili al giorno. Si tratta della prima riduzione in otto anni. Dopo la notizia sono partiti gli acquisti sul settore oil: Eni ha guadagnato il 3,97% a 13,14 euro, Saipem il 9,61% a 0,424 euro e Tenaris il 6,58% a 15,07 euro.

Ben comprati anche i titoli del comparto bancario: Montepaschi ha guadagnato il 5,68% a 21,40 euro, Popolare di Milano il 4,48% a 0,305 euro, Banco Popolare il 4,30% a 1,94 euro, Intesa SanPaolo il 2,85% a 2,096 euro e Unicredit il 4,23% a 2,022 euro. Infine da segnalare Atlantia (+2,90% a 20,96 euro) con gli analisti di Deutsche Bank che hanno confermato il giudizio buy sul titolo della società che controlla la rete autostradale, tagliando però il prezzo obiettivo a 22,60 euro dal precedente 26 euro.