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Piazza Affari chiude in deciso rialzo (Ftse Mib +3,9%), volano banche e energia

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Piazza Affari ha chiuso in deciso rialzo trascinata dalle parole di Draghi, che hanno alimentato le aspettative di un quantitative easing europeo, e dal taglio dei tassi deciso dalla Banca centrale cinese. A Francoforte il presidente della Bce ha dichiarato con fermezza che “è essenziale riportare l’inflazione al target del 2% senza ritardi”. Dopo Draghi il rendimento del Btp è sceso al minimo storico del 2,23%, mentre l’euro ha viaggiato sotto quota 1,25 dollari. In Cina la Banca centrale ha tagliato i tassi al 2,75% per stimolare l’economia che quest’anno dovrebbe registrare la crescita più debole degli ultimi vent’anni. Un’ulteriore spinta è infine arrivata da Wall Street, dove gli indici Dow Jones e S6P 500 hanno aggiornato i massimi storici. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un balzo del 3,87% a 19.954 punti.

Acquisti sostenuti sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato il 5,41% a 10,42 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 5,40% a 5,365 euro, Popolare di Milano il 4,20% a 0,569 euro, Intesa SanPaolo il 4,88% a 2,364 euro, Ubi Banca il 4,41% a 5,91 euro, Unicredit il 5,57% a 5,775 euro. Pioggia di acquisti anche sui colossi pubblici dell’energia. Enel ha mostrato un balzo del 4,42% a 3,774. Brillante anche Eni (+4,68% a 17,19 euro) in scia al risveglio delle quotazioni del petrolio dopo i ribassi delle ultime sedute. Tra i titoli migliori sul Ftse Mib da segnalare Mediaset che ha chiuso la seduta con un balzo del 4,96% a 3,13 euro. Telecom Italia (+1,71% a 0,919 euro) sotto i riflettori in attesa di comunicazioni dall’importante Cda sul futuro delle attività brasiliane. Nota stonata STM (-0,08% a 5,895 euro) in scia alle parole dell’Ad Carlo Bozotti, riportate da Bloomberg, secondo cui il gruppo dei semiconduttori potrebbe impegnare più tempo nel raggiungere il target di utile perché la debole domanda durerà anche nell’ultimo trimestre del 2014.