1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Indici e quotazioni ›› 

Piazza Affari chiude in deciso rialzo, bene le banche. Tonfo di Fiat

QUOTAZIONI Fiat Chrysler Automobiles
FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Piazza Affari ha chiuso in deciso rialzo con il mercato che ormai aspetta solo la riunione della Bce di giovedì soprattutto dopo i riscontri odierni dell’inflazione nell’area euro. A settembre i prezzi sono scesi allo 0,3% dallo 0,4% di agosto, il livello più basso degli ultimi cinque anni. La reazione del mercato non si è fatta attendere con l’euro che è sceso sotto quota 1,26 dollari, ai minimi da oltre due anni nei confronti del biglietto verde. Nel terzo trimestre la moneta unica ha ceduto quasi l’8% rispetto al dollaro. Ora l’attesa è quindi per la Bce con Mario Draghi che potrebbe indicare nuove misure contro il rischio deflazione. La scorsa settimana lo stesso Draghi ha ribadito che la Bce è determinata nell’implementare la propria azione di stimolo alla risalita dell’inflazione con la possibilità di mettere in atto ulteriori misure non convenzionali di stimolo monetario. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,78% a 20.892 punti.

Acquisti sulle banche che ieri avevano vissuto una seduta sotto pressione: Banco Popolare ha guadagnato il 3,56% a 11,63 euro, Montepaschi il 3,77% a 1,044 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 4,56% a 6,30 euro, Mediobanca il 3,26% a 6,81 euro, Ubi Banca il 4,47% a 6,66 euro, Unicredit il 2,79% a 6,26 euro. Seduta tonica per i colossi pubblici dell’energia: Eni ha mostrato un progresso del 2,16% a 18,87 euro, mentre Enel è avanzata dell’1,84% a 4,202 euro. Finmeccanica ha guadagnato il 2,25% a 7,705 euro con la stampa nazionale che ha ribadito che per il polo trasporti del colosso pubblico sono rimaste in gara le cinesi Cnr-Insigma e la giapponese Hirtachi, mentre sono state scartate la spagnola Caf e la francese Thales. Fiat (-3,41% a 7,64 euro) è scivolata sul fondo del Ftse Mib dopo essere finita nel mirino della Commissione Ue per il trattamento fiscale in Lussemburgo e Irlanda. Per quanto riguarda il Lingotto i dubbi di Bruxelles riguardano il trattamento fiscale in Lussemburgo di Fiat Finance & Trade, società che si occupa del finanziamento e della tesoreria del Lingotto.