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Piazza Affari chiude debole. Male Luxottica e FCA, corre Unicredit

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Retromarcia inserita oggi per Piazza Affari che si è uniformata all’umore incerto dei mercati in attesa degli appuntamenti clou della settimana, in particolare il meeting Bce di giovedì. Sul fronte macro il mercato non ha reagito molto ai dati sul mercato immobiliare statunitense con gli avvii di nuovi cantieri più sostenuti del previsto a settembre (+6,5%). In chiusura l’indice Ftse Mib ha segnato una flessione dello 0,67% a 22.270 punti.
Tra i peggiori di giornata spicca Luxottica con un tonfo del 3,6% a 61,6 euro. In attesa dei conti trimestrali in arrivo il 26 ottobre, JP Morgan ha confermato la raccomandazione neutral sul colosso dell’occhialeria con prezzo obiettivo fermo a 58 euro, ma sforbiciando del 2-4% le stime a causa del cambio meno favorevole. Tra i titoli del lusso giornata difficile per Salvatore Ferragamo (-3,36%).
Marcia indietro anche per Fiat Chrysler Automobiles (FCA) che ha ceduto in chiusura il 2,06%. Il gruppo ha ribadito di non aver ricevuto alcun aiuto di stato in Lussemburgo. La precisazione arriva attraverso una nota stampa diffusa dal gruppo automobilistico dopo le indiscrezioni di stampa apparse sul Financial Times su una possibile sanzione compresa tra 30 e 200 milioni di euro da parte della Commissione Europea nell’ambito dell’inchiesta sui tax ruling in Lussemburgo.
In controtendenza Unicredit che ha archiviato la seduta in rialzo del 2,75% a ridosso di quota 6 euro. Il titolo della seconda maggiore banca italiana ha cavalcato l’indiscrezione circa la trattativa per la cessione di due divisioni della controllata Bank Austria, precisamente dei rami retail banking per privati e pmi.
Tra le mid cap spicca il tracollo di Saras (-12,21% a 1,84 euro) dopo il collocamento da parte del gruppo russo Rosneft di 85,5 milioni di azioni sul mercato, pari all’8,99% della società. Ieri Rosneft attraverso una nota ha annunciato la sua volontà di cedere parte delle sue quote societarie detenute su Saras in un’operazione di “accelerated book building”. Il prezzo di collocamento sarebbe avvenuto a 1,9 euro per azione.