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Piazza Affari chiude debole, al tappeto Stm

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Piazza Affari ritraccia dopo il rally della vigilia guidato dal balzo del petrolio. In chiusura l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,95% a quota 16.474 punti. Sul fronte macro indicazioni positive sono arrivate dallo Zew tedesco, salito più del previsto a ottobre (6,2 punti dai 0,5 precedenti, consensus era fermo a 4). L’istituto ZEW avverte però che gli impulsi positivi provenienti da industria e esportazioni non dovrebbero distogliere l’attenzione dalla rischi politici ed economici esistenti. Oltreoceano intanto è partita la nuova stagione delle trimestrali con Alcoa che ha deluso le attese sia a livelli di utili che di ricavi nel terzo trimestre dell’anno.
Sul parterre milanese in luce oggi Leonardo-Finmeccanica(+0,7% a 10,09 euro) che ha ricevuto nuovi ordini per l´elicottero AgustaWestland AW169. Nel dettaglio, ha firmato un contratto con la sudcoreana Helikorea per due unità, con l’irlandese Lease Corporation International per ulteriori tre velivoli la cui consegna è prevista a metà del 2017. Infine, Leonardo ha firmato un accordo con la britannica Specialist Aviation Services per sei ulteriori AW169, le cui consegne sono previste tra il 2017 e il 2019.
Piatta Atlantia che ha incassato oggi una promozione dagli analisti di UBS che hanno alzato il loro rating da neutral a buy, con il target price in salita da 23,4 euro a 24,5 euro. Alla base della revisione le valutazioni sulla politica dei dividendi della società.
Si sgonfia sul finale Mediaset (-0,14%) dopo essere stata spinta per buona parte della seduta dalle indiscrezioni de Il Sole 24 Ore e la salita di Vincent Bolloré in Vivendi. Il finanziere bretone, attraverso Compagnie de Cornouaille, ha ora in mano il 20,4% del colosso francese dei media e questo potrebbe favorire il superamento dell’impasse su Mediaset Premium. Secondo Il Sole, la soluzione per la pay-tv del Biscione sarebbe un azionariato suddiviso pariteticamente al 40% tra Mediaset e Vivendi, mentre il 20% andrebbe in mano a fondi di private equity statunitensi.
Seduta incolore per Stm (-3% a 7,285 euro) condizionata dalle notizie legate a Samsung che ha deciso di stoppare la produzione del Galaxy Note 7. I problemi di surriscaldamento e rischio incendio del suo ultimo modello di smartphone, che lo scorso mese avevano portato al richiamo di 2,5 milioni di esemplari, non sono stati risolti e pertanto il colosso sudcoreano ha chiesto ai suoi partner, compagnie telefoniche e rivenditori, di sospendere le vendite e le sostituzioni dei Galaxy Note 7. Stm paga tale newsflow poiché è fornitore del gruppo sud-coreano. Gli analisti di Equita rimarcano comunque che l’impatto è marginale alla luce della buona quota di mercato che Stm ha presso tutti gli altri produttori che gioveranno probabilmente di un aumento dei volumi a discapito di Samsung.