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Piazza Affari chiude con il segno più, preoccupano le parole di Janet Yellen

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Chiusura positiva ma al di sotto dei massimi intraday per il listino milanese. Dopo il balzo registrato ieri, Piazza Affari nel corso della seconda parte ha perso terreno in scia delle parole pronunciate da Janet Yellen nell’audizione al Senato Usa.

Il n.1 della Fed ha rimarcato le “significative ripercussioni economiche” dell’eventuale uscita di Londra dall’Ue che, in un contesto caratterizzato da “vulnerabilità a livello globale”, potrebbe rappresentare “un rischio per la stabilità finanziaria”.

“È molto difficile prevedere l’impatto del voto britannico”, ha invece detto Mario Draghi al Parlamento europeo. In qualunque caso, “sono stati fatti tutti i preparativi necessari” e l’istituto con sede a Francoforte è “pronto fronteggiare tutte le possibili eventualità”.

Concentrati sul referendum britannico, gli operatori non hanno prestato troppa attenzione alle indicazioni decisamente migliori delle stime arrivate dall’indice tedesco Zew, salito nel mese corrente a da 6,4 a 19,2 punti. Meglio del previsto anche il dato relativo Eurolandia che si è attestato a 20,2 punti (da 15,3).

L’indice principale del listino milanese, il Ftse Mib, ha chiuso in rialzo dello 0,45% a 17.431,17 punti sorretto da un comparto bancario in cui spicca il +0,35% del Banco Popolare nel penultimo giorno di aumento di capitale e il day-after l’annuncio della cessione di crediti in sofferenza per 152 milioni (2,892 euro), il +2,47% di Intesa Sanpaolo (2,154 EUR), il +1,35% di Mediobanca (6,385 EUR), il +0,96% di UniCredit (2,518 EUR) e il +2,46% di Ubi in attesa della presentazione del piano industriale (2,912 EUR).

Di poco sotto la parità la Popolare di Milano (-0,21% a 0,4765 EUR) e rally di Anima (+5,53% a 5,04 EUR) che capitalizza l’incertezza sulle future mosse dell’istituto milanese (che dovrebbe cedere il 2,1% delle azioni ma che potrebbe finire per lanciare un’Opa). In controtendenza Mps (-1,48% a 0,531EUR).

Contrastate le utility (-1,69% a 4,784 euro per Terna, -0,85% a 1,173 euro di A2A, +0,91% a 2,45 euro di Hera, +1,74% a 1,47 euro di Iren), mentre nel comparto industriale FCA è scesa dello 0,24% (6,25EUR) e Leonardo-Finmeccanica ha perso lo 0,45% (9,945EUR).