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Piazza Affari chiude con un lieve segno piu’

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Seduta altalenante per Milano che ha recuperato leggermente sul finale. Così il Mibtel ha tagliato il traguardo in calo dello 0,17%, mentre l’S&P/ Mib è sceso dello 0,13%. All’ombra della Madunina un tema ha dominato sugli altri: Fiat. Il titolo del Lingotto nel giorno del vertice banche-Lingotto sul prestito convertendo ha infatti vissuto una giornata ad alta volatilità sul listino. L’azione da un minimo a euro 4,84 sul finale di seduta ha superato di slancio i 5 euro per attestarsi in chiusura a quota 5,15 euro, in progresso di oltre 6 punti percentuale. “E’ stata soprattutto la speculazione a muovere Fiat”, hanno sostenuto gli operatori di Borsa interpellati da Finanza.com. “In molti oggi sono corsi a ricoprirsi”, hanno aggiunto. In realtà non sono mancate le indicazioni più precise. “Sergio Marchionne, l’ad di Fiat, oggi presenterà un piano tutto nuovo”, ha anticipato una fonte a Spystocks. “Forse le banche decideranno di venire incontro alla casa torinese in base alle novità che emergeranno”. Volendo fare i conti con la realtà le posizioni degli istituti amici per quanto se ne sa ora sono ancora molto lontane sia fra i banchieri che fra le banche e la Fiat. E così rimarrà secondo alcuni analisti. “La questione convertendo verrà risolta in maniera differenziata fra le varie banche con alcune che diventeranno azioniste e altre che modificheranno il contratto”, ha chiosato un esperto di una prestigiosa sim milanese, che ha preferito mantenere l’anonimato. SanPaolo Imi e Unicredit secondo alcune indiscrezioni di stampa si sarebbero già mosse alla ricerca di qualche cavaliere bianco, che le salvi dell’impiccio di diventare gestori di Fiat. E così in ordine sparso si sono mosse sul listino Banca Intesa, Unicredit, SanPaolo Imi e Capitalia. La banca di Corrado Passera è stata agevolata delle voci di stampa, che la indicavano in trattative serrata con un consorzio guidato da Merrill Lynch per la rinegoziazione dei crediti in sofferenza, mentre Unicredit ha sfruttato la proposta di matrimonio lanciata dalla banca tedesca, Hvb. Chi è scesa nella top ten dell’appeal è Banca Antonveneta. Il venire meno dell’interesse all’acquisto dei titoli da parte dei due fronti contrapposti in vista della prima convocazione dell’assemblea, sabato, ha dato scacco matto all’azione che ha ceduto più del 5%. I giochi per l’assemblea di sabato sul bilancio e il rinnovo del Cda sembrano fatti perché, sulla base della normativa vigente, i titoli comprati oggi sono liquidati venerdì 29 e quindi materialmente gli eventuali nuovi soci non farebbero in tempo a depositare le azioni per l’assemblea. Stando alle comunicazioni Consob di ieri, la Popolare di Lodi è salita al 28,66% delle banca, mentre Unipol ha il 3,766%. Venerdì scorso Consob ha comunicato che Fingruppo, holding del finanziere bresciano Emilio Gnutti, ha aumentato la quota in Antonveneta al 4,918% dallo 0,48% e che la Magiste di Stefano Ricucci è salita al 4,99% dal 2,01%. Guardata a vista anche Bnl sempre di riflesso alla partita Bbva. Nervosa ST (-0,72%), che stasera a mercati chiusi comunicherà i risultati del primo trimestre.