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Piazza Affari chiude ancora in rosso, Ftse Mib sotto 21.000 punti. Intesa ko, vola Parmalat -1-

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La Borsa di Milano ha chiuso ancora in deciso ribasso, con vendite molti forti nell’ultima ora di contrattazioni che hanno portato il Ftse Mib a scivolare sotto quota 21.000 punti. La crisi nucleare giapponese sembra sempre più fuori controllo e le autorità nipponiche hanno annunciato di essere molto preoccupate sulle condizioni del deposito di combustibile usato dalle unità 3 e 4 della centrale di Fukushima. La mossa della Bank of Japan di immettere 202 miliardi di dollari di liquidità per sostenere il mercato ha fatto rimbalzare la piazza finanziaria giapponese dopo il -10% di ieri. Ma non a riportare la tranquillità sui mercati europei. E così a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto il 2,47% a 20.836 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato del 2,26% a quota 21.490.

Intesa SanPaolo è finita sul fondo del paniere principale con un tonfo del 5,39% a 2,14 euro all’indomani dei risultati 2010. L’istituto di Ca’ de Sass ha riportato un utile netto di 2,7 miliardi di euro, in calo del 3,6% rispetto al 2009 ma sostanzialmente in linea con le attese degli analisti, mentre la cedola è stata confermata a 8 centesimi. Male anche Unicredit (-4,09% a 1,714 euro), Popolare di Milano (-2,95% a 2,83 euro), Ubi Banca (-2,34% a 6,88 euro) e Monte dei Paschi (-1,97% a 0,92 euro). Un’altra seduta da dimenticare per Stm (-4,81% a 8,31 euro) visto che l’azienda italo-francese dei chip realizza il 18% del proprio giro d’affari in Giappone e Corea. Eni (-2,07% a 16,52 euro) tema caldo di giornata: Paolo Scaroni, a margine dell’audizione alla Commissione bilancio della Camera, ha dichiarato che l’Eni ha interrotto la produzione di petrolio in Libia. Secondo indiscrezioni di stampa, Eni avrebbe in corso con Gazprom trattative per cedere la sua quota del 32,5% nella raffineria Ceska Rafinerska in Repubblica Ceca.