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Piazza Affari chiude ancora in ribasso, vendite sulle banche. Tra i peggiori Enel e Pirelli

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Piazza Affari ha chiuso ancora in ribasso appesantita dai deboli dati sulla manifattura dell’Eurozona e dai nuovi venti di guerra che soffiano in Medio Oriente. A settembre il Pmi manifatturiero dell’area euro è diminuito a 50,5 dai precedenti 50,7 punti, mentre quello della Germania è sceso a 50,3 da 51,4 punti. “L’indagine mostra un continuo malessere nell’economia dell’Eurozona – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Markit -, con un rallentamento sia della produzione sia della domanda. In questo clima di torpore i prezzi hanno continuato a contrarsi e questo aumenterà le preoccupazioni di una deflazione in corso della regione”. Il mercato ha invece snobbato la ripresa della manifattura in Cina, mentre sono aumentate le tensioni in Medio Oriente dopo che gli Stati Uniti e alcuni alleati arabi hanno portato i primi attacchi in Siria contro obiettivi dello Stato Islamico. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell’1,55% a 20.351 punti.

Le vendite hanno colpito ancora i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 2,58% a 11,67 euro, Montepaschi l’1,85% a 1,005 euro, Popolare di Milano il 3,36% a 0,618 euro, Intesa SanPaolo l’1,82% a 2,366 euro, Ubi Banca l’1,49% a 6,255 euro, Unicredit il 2,31% a 6,115 euro. Seduta negativa per Pirelli che ha mostrato un ribasso del 2,88% a 11,11 euro in scia al warning lanciato da Michelin. Male Prysmian (-3,03% a 14,37 euro) e Campari (-1,89% a 5,69 euro), entrambe declassate a neutral da buy dagli analisti di Citigroup. Enel ha ceduto il 2,35% a 4,058 euro ed è finita sotto i riflettori dopo che il ministero dell’Economia, secondo quanto risulta alla stampa nazionale, avrebbe avviato ufficialmente la procedura di ricerca di consulenti per la cessione del 5% di Enel ponendo come termine finale del mandato la fine del 2015. Telecom Italia è riuscita a chiudere invariata a 0,888 euro in scia alle indiscrezioni sulla possibile quotazione delle sue torri di trasmissione e un’Ipo che potrebbe concretizzarsi nel 2015.