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Piazza Affari chiude ancora in ribasso, tonfo di Ubi Banca. Si salvano le utilities -1-

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La Borsa di Milano ha chiuso in territorio negativo accelerando al ribasso dopo la pubblicazione dei dati statunitensi e la decisione di Moody’s di mettere sotto osservazione per un possibile downgrade il rating delle tre maggiori banche Usa: Citigroup, Bank of America e Wells Fargo. Nel dettaglio, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 422 mila mentre le previsioni indicavano 417 mila e gli ordini di fabbrica di aprile hanno mostrato una flessione dell’1,2%, in calo dal precedente +3,8% e peggio del consensus (-1%). I mercati sono in attesa dell’esito dell’ispezione della Trojka (Fmi-Bce-Ue) ad Atene e quindi sul futuro della tranche da 12 miliardi di euro di aiuti che dovrebbe finire nelle casse del Governo ellenico. E così a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto lo 0,79% a 20.700 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato dello 0,78% a quota 21.491.

Ancora debole il comparto bancario. Ubi Banca è scivolata sul fondo del paniere principale con un tonfo del 5,36% a 4,992 euro dopo aver fissato in 3,808 euro il prezzo delle azioni che verranno offerte con l’aumento di capitale da circa 1 miliardo di euro che prenderà il via il 6 giugno per concludersi il 24 giugno. Il prezzo di sottoscrizione è stato determinato applicando uno sconto del 22,4% rispetto al TERP (Theoretical Ex Right Price) delle azioni Ubi Banca, calcolato sulla base della chiusura di ieri (5,27 euro). Le azioni di nuova emissione saranno offerte nel rapporto di 8 nuove azioni ogni 21 possedute, oppure ogni 21 obbligazioni convertibili “UBI 2009/2013 convertibile con facoltà di rimborso in azioni” possedute. Sono finite in rosso anche Popolare di Milano (-1,83% a 1,823 euro), Monte dei Paschi (-2,10% a 0,793 euro), Banco Popolare (-0,69% a 1,737 euro) e Intesa SanPaolo (-0,23% a 1,748 euro).