1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Indici e quotazioni ›› 

Piazza Affari chiude ancora in ribasso, ma lontano dai minimi intraday

QUOTAZIONI Fiat Chrysler Automobiles
FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso una seduta estremamente volatile. L’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,93% a 15.112 punti, ma in mattinata era arrivato a toccare i 14.901 punti, ovvero i minimi dal novembre del 2012. Gli investitori sono ancora scossi dalle parole di Ben Bernanke, che mercoledì scorso ha dettato i tempi per la fine del quantitative easing. La prima parte di seduta è stata caratterizzata anche dai timori di un rallentamento della crescita cinese. Goldman Sachs ha tagliato le stime sul Pil di Pechino del secondo trimestre a +7,5% dal precedente +7,8 per cento. Il broker ha inoltre ridotto le previsioni sulla crescita della Cina sia per il 2013, a +7,4% dal +7,8% indicato in precedenza, e per il 2014, a +7,7% da +8,4 per cento. La reazione delle piazze asiatiche non si è fatta attendere: l’indice della Borsa di Shanghai ha perso oltre il 5%, registrando il tonfo peggiore dall’agosto del 2009. Nonostante l’andamento negativo di Wall Street, nel pomeriggio il listino milanese è però riuscito a recuperare terreno rispetto ai minimi.

A frenare il paniere principale di Milano lo stacco cedola di alcuni big di Piazza Affari, in primis Enel che ha lasciato sul parterre il 6,40% a 2,398 euro. Oltre ad Enel, lo stacco cedola ha impattato sulle performance di Terna, che ha ceduto il 4,78% a 3,11 euro, e di A2A, che ha perso il 7,78% a 0,563 euro. Nel comparto bancario la Popolare di Milano ha mostrato un tonfo del 7,50% a 0,334 euro dopo che l’assemblea dei soci ha approvato sabato l’aumento di capitale da 500 milioni di euro. Debole Mediobanca (-0,50% a 4,382 euro) ha rialzato la testa dopo che venerdì aveva ceduto circa 9 punti percentuali dopo la presentazione del piano industriale 2014-2016 che prevede una riduzione dell’esposizione azionaria per 2 miliardi di euro e l’addio ai patti di sindacato. Gli acquisti hanno invece premiato Intesa SanPaolo (+1,23% a 1,232 euro), Ubi Banca (+2,14% a 2,87 euro) e Unicredit (+2,20% a 3,724 euro). Fiat ha guadagnato il 3,80% a 5,33 euro dopo aver firmato venerdì il rinnovo di una linea di credito revolving triennale per 2 miliardi di euro con un gruppo di nove banche destinata a sostituire la linea di credito revolving da 1,95 miliardi di euro a tre anni originariamente firmata a luglio 2011.