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Piazza Affari chiude ancora in ribasso, in controtendenza A2A e Lottomatica dopo i conti

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La Borsa di Milano ha chiuso ancora in territorio negativo e, dopo essersi portata sulla parità a metà seduta, ha virato di nuovo in ribasso in scia al debole andamento di Wall Street. I timori maggiori restano la minaccia delle agenzie di rating alla tripla A statunitense e la situazione in Grecia, dove il Parlamento ha approvato i nuovi tagli per 13,5 miliardi di euro. Tagli che dovrebbero sbloccare il nuovo pacchetto di aiuti internazionali, anche se non è certo che il via libera arriverà dall’Ecofin di lunedì. La Bce, come ampiamente atteso, ha lasciato i tassi allo 0,75%. Il presidente Draghi ha dichiarato che il “momentum” della crescita europea resta debole ma i segnali di ripresa della fiducia sui mercati sono evidenti. Restano cruciali, comunque, le riforme fiscali e strutturali che ciascuno Stato della zona euro dovrà operare, e, soprattutto, la necessità di dare impulso al mercato del lavoro. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,64% a 15.194 punti.

Seduta contrastata per il comparto bancario: Monte dei Paschi ha ceduto il 2,48% a 0,212 euro, Popolare di Milano l’1,96% a 0,399 euro, Banco Popolare l’1,92% a 1,176 euro, Ubi Banca l’1,45% a 2,86 euro. In positivo Intesa SanPaolo (+0,50% a 1,218 euro), Mediobanca (+0,76% a 4,508 euro) e Unicredit (+0,35% a 3,418 euro). Rimanendo nel campo finanziario Mediolanum ha ceduto l’1,43% a 3,71 euro nonostante abbia archiviato i primi 9 mesi del 2012 con un utile netto di 291,5 milioni di euro, in deciso rialzo (+380%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Male Autogrill (-3,90% a 8,01 euro) che nei primi 9 mesi ha riportato vendite sostanzialmente in linea rispetto al 2011, con gli aeroporti in crescita del 2,5% e le autostrade in flessione del 6,9%. Di contro A2A ha svettato sul Ftse Mib con un balzo del 5,36% a 0,395 euro dopo aver approvato il piano industriale 2012-2015 che prevede investimenti industriali per circa 1,2 miliardi di euro nel triennio, un Ebitda al 2015 di 1,3 miliardi e un debito netto in contrazione di 1,4 miliardi. Ben comprata anche Lottomatica (+3,58% a 17,09 euro) dopo i risultati del terzo trimestre lievemente sopra le attese.