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Piazza Affari chiude ancora in rialzo, il Ftse Mib supera i 22.000 punti -2-

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Finmeccanica (+4,54% a 9,79 euro) ha beneficiato dei dati previsionali sul 2010 esaminati ieri sera dal Cda. Il flusso di cassa operativo dovrebbe attestarsi tra i 410 e i 450 milioni di euro, una forchetta superiore a quella indicata in precedenza (200-300 milioni). Il portafoglio ordini è visto tra i 22 e i 22,5 miliardi di euro, una cifra superiore alle attese degli analisti che scommettono su 21 miliardi di euro. Per avere un quadro preciso bisogna però attendere il prossimo 2 marzo, quando Finmeccanica diffonderà i conti definitivi relativi allo scorso anno. Telecom Italia ha mostrato un progresso del 3,71% a 1,06 euro sull’onda della speculazione. Alcuni operatori contattati da questa testata hanno dichiarato che Telefonica “potrebbe decidere di aumentare il suo dividendo”. Acquisti sostenuti anche sul settore oil: Eni ha guadagnato l’1,97% a 17,64 euro, Saipem il 4,44% a 36,70 euro.

Il colosso petrolifero italiano ha annunciato di aver siglato un Memorandum of Understanding (MoU) con Petrochina. “Il Memorandum of Understanding stabilisce, a beneficio di entrambe le parti, un ampio spettro di possibili opportunità di business sia in Cina sia a livello internazionale”, recita una nota. Entrando nel dettaglio dell’accordo, le compagnie studieranno opportunità comuni per espandere congiuntamente le loro operazioni negli idrocarburi convenzionali e non convenzionali in Africa. Saipem ha invece sfruttato l’upgrade di Equita a buy, con target price portato a 41 da 35 euro. “Abbiamo alzato la stima di eps 2011-2012 del 3% e del 10% incorporando una forte accelerazione della raccolta ordini (15 miliardi di euro contro i 13 miliardi del 2010) – ha scritto Equita nel report raccolto da Finanza.com -. Nel 2011, in particolare, stimiamo un importante incremento della divisione offshore construction, con maggiori prospettive in Brasile, Africa e Russia”. E’ proseguita la buona vena del comparto bancario: Ubi Banca ha guadagnato il 2,39% a 7,48 euro, Mps il 2,20% a 0,95 euro, Intesa SanPaolo l’1,48% a 2,40 euro, Popolare di Milano l’1,73% a 3,08 euro, Banco Popolare il 2,95% a 2,53 euro, Unicredit lo 0,82% a 1,837 euro. Azimut, dopo l’exploit di ieri, è invece scivolata sul fondo del listino con un ribasso del 2,45% a 7,77 euro.