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Piazza Affari chiude ancora in deciso ribasso, tonfo di Mediobanca

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La Borsa di Milano ha chiuso ancora in deciso ribasso dopo il pesante tonfo di ieri. Gli investitori sono ancora spaventato dopo le parole di Ben Bernanke, che mercoledì sera ha dettato i tempi per l’uscita dal quantitative easing. Sul secondario lo spread è tornato in area 290 punti base e tra le commodity l’oro si è mantenuto sotto quota 1.300 dollari l’oncia, livello minimo dal settembre 2010. A far tremare gli investitori anche il calo della manifattura cinese con il Pmi di giugno sceso a 48,3 punti contro attese che indicavano 49,1 punti. Oggi invece le paure sono state alimentate dalla crisi del Governo greco, con l’uscita di Sinistra Democratica dalla coalizione guidata dal premier Saras. La Borsa di Atene ha accusato il colpo lasciando sul parterre circa 6 punti percentuali. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto l’1,89% a 15.254 punti.

Nel comparto bancario tonfo di Mediobanca (-9,42% a 4,404 euro) che questa mattina ha presentato il piano industriale 2014-2016 che prevede una riduzione dell’esposizione azionaria per 2 miliardi di euro. Male anche Intesa SanPaolo (-3,72% a 1,217 euro), Banco Popolare (-3,21% a 0,934 euro), Ubi Banca (-3,37% a 2,81 euro), Unicredit (-4,05% a 3,644 euro), Monte dei Paschi (-2% a 0,196 euro). Di contro Bper ha svettato sul Ftse Mib con un rialzo del 3,51% a 4,896 euro dopo il tonfo di ieri. Tra i colossi dell’energia Eni (-0,64% a 15,48 euro) ha annunciato che lavorerà insieme a Rosneft alle attività esplorative nell’offshore russo del Mare di Barents e del Mar Nero. i in vigore, ai finanziamenti necessari per fare fronte agli obblighi previsti dalle licenze esplorative e compenserà Rosneft per la quota del 33,33% delle spese di acquisizione delle licenze. Tonica Telecom Italia che ha mostrato un progresso del 2,55% a 0,522 euro.