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Piazza Affari chiude ancora in deciso ribasso, male oil e Telecom. Spunti di Poste e Luxottica

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Piazza Affari ha chiuso ancora in ribasso fallendo il rimbalzo dopo un avvio di seduta promettente. Il listino milanese ha aumentato le perdite in scia all’andamento negativo di Wall Street, che era reduce da una buona seduta, e dal forte ribasso delle quotazioni del petrolio. Sullo sfondo rimane l’attesa per le riunioni della prossima settimana delle Banche centrali: Bank of Japan e soprattutto Federal Reserve, che dovrebbe comunque mantenere invariati i tassi in attesa delle elezioni presidenziali dell’8 novembre. Sul fronte macro questa mattina l’indice tedesco Zew a settembre si è attestato a 0,5 punti, rimanendo stabile rispetto al mese prima. Gli analisti si attendevano un dato prossimo ai 2,5 punti. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con una flessione dell’1,74% a 16.547 punti.

Le vendite hanno continuato a colpire i titoli del settore oil, con il Wti che a New York lascia sul terreno circa 3 punti percentuali poco sotto la soglia dei 45 dollari al barile: Eni ha perso il 3,32% a 13,11 euro, mentre Saipem è arretrata del 4,83% a 0,376 euro. Telecom Italia (-3,80% a 0,758 euro) ha proseguito la parabola ribassista dopo che la Commissione Europea ha ritirato il progetto di intervento sulle tariffe roaming, intervento nel quale si indicava il progressivo azzeramento dei costi di roaming dal giugno 2017. Male anche Buzzi Unicem (-2,64% a 17,33 euro) in scia alla bocciatura arrivata questa mattina dagli analisti di Mediobanca che hanno abbassato il giudizio sul gruppo del cemento a neutral dal precedente outperform dopo la brillante performance del titolo da inizio anno (+10% circa).

Gli acquisti hanno premiato Luxottica (+1,39% a 43 euro) in scia alla promozione di Deutsche Bank. Gli analisti della banca tedesca hanno alzato il giudizio sul titolo del gruppo di occhialeria a buy dal precedente hold, fissando il target price a 52 euro. Per Deutsche Bank sono maturi i tempi per operazioni di M&A: “sia un’integrazione nella vendita al dettaglio o una vera e propria fusione con Essilor, il risultato finanziario e strategico di questa decisione avrebbe senso”. Ben anche Poste Italiane (+1,49% a 6,135 euro) con il mercato che ragiona su una possibile offerta per Pioneer, controllata di Unicredit. Tra le banche acquisti su Banco Popolare (+0,97% a 2,298 euro) e Bpm (+0,47% a 0,383 euro), che riuniranno le rispettive assemblee per la fusione a metà ottobre, mentre Unicredit ha perso il 4,17% a 2,158 euro.