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Piazza Affari chiude ancora in deciso rialzo, Ftse Mib di slancio sopra 16.000. Spread in netto calo

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La Borsa di Milano ha chiuso ancora in deciso rialzo (Ftse Mib +1,56% a 16.233 punti) con lo spread Btp-Bund sceso sotto quota 315 punti base e il rendimento del decennale italiano che si è attestato ai minimi del 2012. Una buona mano è arrivata dal dato Usa sull’avvio di nuovi cantieri per la costruzione di abitazioni che a settembre si è attestato a 872 mila unità, il livello maggiore degli ultimi quattro anni. Dopo le 758 mila unità precedenti, gli analisti avevano previsto 770 mila unità. Gli investitori scommettono su un imminente ricorso della Spagna agli aiuti internazionali. Ma non solo. Moody’s, pur confermando l’outlook negativo, ha graziato il debito di Madrid ribadendo il rating Baa3. Non pochi osservatori avevano infatti previsto un downgrade dopo quello di pochi giorni fa deciso da Standard & Poor’s. Domani e dopo i riflettori si sposteranno sul Consiglio Europeo, dal quale però non dovrebbero uscire decisioni definitive sui Paesi della periferia Ue.

Acquisti sui titoli del comparto bancario: Mediobanca ha guadagnato il 5,38% a 4,62 euro, Monte dei Paschi il 4,71% a 0,247 euro, Intesa SanPaolo il 2,80% a 1,36 euro, Banco Popolare il 3,25% a 1,334 euro, Unicredit il 2,21% a 3,706 euro, Popolare di Milano il 2,18% a 0,459 euro. Autogrill (+3,59% a 8,09 euro) ha sfruttato un report di Ubs che ha iniziato la copertura sul titolo del gruppo italiano con raccomandazione buy e target price a 8,90 euro. Sul paniere principale ha svettato A2A con un balzo del 7,63% a 0,437 euro, mentre Fiat ha mostrato un progresso del 3,63% a 4,398 euro. Enel (+1,76% a 3 euro) resta un’idea d’acquisto di Citigroup. Dopo aver perso ieri oltre il 3%, oggi Pirelli ha strappato un +0,60% a 8,375 euro nonostante il downgrade di Mediobanca a underperform e l’eco del profit warning lanciato ieri dalla rivale Nokian. Impregilo ha indossato la maglia nera con un ribasso del 4,09% a 3,24 euro dopo che il Cda ha approvato la proposta pervenuta da Primav per la cessione del 19% detenuto in Ecorodovias per circa 900 milioni di euro.