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Piazza Affari chiude a -1%, tonfo per Saipem e FCA

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Piazza Affari frena in una giornata con volumi ridotti causa la festività del 25 aprile. L’indice Ftse Mib ha chiuso a quota 23.801 punti (-0,97%), dopo che ieri aveva chiuso sui massimi da ottobre 2009. Pesa la debolezza di Wall Street condizionata dai rendimenti dei Treasury in area 3% e dalla fredda accoglienza del mercato alle ultime trimestrali, in particolare quella di Google.

Oggi intanto in Italia si è confermato il trend di restringimento dello spread tra Btp e Bund, con differenziale di rendimento sceso fino a 110 punti base, livello più basso da aprile 2016. Ieri è arrivata l’apertura da parte del Pd, per bocca del segretario Maurizio Martina, al dialogo con il M5S. Il leader grillino Luigi Di Maio ha invece dichiarato che non ci sono più le condizioni per trattare con la Lega.

Tra i pochi titoli a salvarsi spicca STM (+2,92%) che ha riportato nel primo trimestre utili (239 ml $) e ricavi (2,23 mld) sopra le attese degli analisti. Per il secondo trimestre del 2018 STM si attende una crescita dei ricavi intorno all’1,5% su base sequenziale, più o meno 3,5 punti percentuali. Il margine lordo del secondo trimestre dovrebbe attestarsi intorno al 40% più o meno 2 punti percentuali.

In forte calo anche oggi Saipem (-3,8%) arrivata a cedere anche il 5%. Ieri la oil company italiana ha infatti pubblicato i risultati che complessivamente sono stati in calo. Oggi Equita ha ridotto le previsioni sul fatturato e sull’Ebitda. Confermata la raccomandazione hold ma ha tagliato il target price a 3,55, dai precedenti 3,7 euro.

Mercoledì difficile in Borsa per Fca (-3,04%) complice il downgrade di Jefferies che ha tagliato il giudizio su Fca da buy a hold con target price passato invece da 20 a 21 euro. Domani appuntamento con i conti del primo trimestre 2018 del colosso auto. Il consensus Bloomberg indica ricavi a 27,14 miliardi di euro, in lieve contrazione rispetto all’analogo trimestre del 2017, utile operativo a 1,766 miliardi ed EPS rettificato è visto a 0,675 euro, in crescita del 58,6% a/a. Gli investitori già guardano all’appuntamento a inizio giugno con la presentazione dell’ultimo piano industriale targato Sergio Marchionne.