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Piazza Affari chiude a +0,98%, sprint di Prysmian e Stm

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Piazza Affari si riscatta dopo la debolezza delle ultime sedute che aveva portato la Borsa milanese sui minimi a circa 2 anni. L’indice Ftse Mib ha chiuso in progresso dello 0,98% a quota 18,591 punti. A livello internazionale tengono ancora banco le tensioni commerciali tra Usa e Cina. In Italia invece cresce l’attesa per l’incontro di domani del premier Giuseppe Conte con il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. A Bruxelles volerà anche il ministro delle Finanze, Giovanni Tria, che questa mattina non si è sbottonato circa i nuovi numeri che verranno proposti per evitare una procedura d’infrazione. “Si vedrà questa sera”, ha tagliato corto Tria in merito al nuovo target di deficit su cui il governo deve trovare la quadra. Le ultime indiscrezioni vedono il governo italiano orientato a far scendere il target sul deficit dal 2,4% attuale al 2,1%. La Commissione europea chiederebbe invece una riduzione ad almeno l’1,95%.

Exploit oggi per Stm (+3,22%) in scia al rimbalzo del settore tecnologico. Meglio ha fatto Prysmian con un sonante +6%. La società leader mondiale nel settore dei cavi ha confermato il target di ebitda 2018.
Tra le banche si segnala Banco BPM (+2,54%) che ha finalizzato con Credito Fondiario ed Elliot un accordo per la cessione di un pacchetto di sofferenze da 7,8 miliardi (che può scendere a 7 miliardi) e la piattaforma di gestione. Credito Fondiario, nell’ambito dell’operazione, acquisterà una quota del 70% di tale piattaforma e il gruppo bancario guidato da Giuseppe Castagna manterrà una partecipazione pari al 30%.
Enel ha guadagnato oltre il 2% cavalcando l’aumento del prezzo obiettivo deciso da Morgan Stanley che ha aumentato la valutazione da 5,80 a 6,20 euro.
Infine tra i migliori anche Tim (+2,99%). A riaccendere le attenzioni sul titolo della maggiore tlc italiana è l’affondo di Vivendi sul fronte governance con l’intento di rimettere in discussione anche le priorità strategiche del gruppo. I francesi, primo azionista di Tim con una quota di quasi il 24%, hanno chiesto al consiglio di amministrazione del gruppo italiano di convocare nuova assemblea per la nomina di nuovi consiglieri, revocando quelli di Elliott. Attualmente il cda di Tim vede la prevalenza dei consigliari di nomina Elliott (10 sui 15 totali) a seguito dell’esito dell’assemblea dello scorso 4 maggio quando il fondo attivista guidato da Paul Singer riuscì a ottenere la maggioranza e ribaltare i rapporti di forza che vedevano i francesi in maggioranza nel cda.