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Piazza Affari chiude a -3,49%. Banche ancora sotto tiro, -7% per Fca

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Giovedì difficile per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha chiuso con un calo del 3,49% a quota 18.189 punti con Milano che è risultata la peggiore piazza finanziaria europea trascinata al ribasso dal nuovo sell-off sulle banche. In generale l’umore dei mercati è stato intaccato dai timori espressi ieri sera dalla Federal Reserve nella nota di accompagnamento alla decisione di lasciare i tassi invariati. La banca centrale Usa ha fatto riferimento alla possibilità che le turbolenze dei mercati e il rallentamento della crescita globale intacchino lo stato di salute della congiuntura Usa. Intanto domani sono attesi i dati sul Pil statunitense relativo al quarto trimestre: il consensus degli analisti stima un rallentamento della crescita a +0,8% annualizzato nei tre mesi finali dello scorso anno rispetto al +2% precedente.
Sul parterre di Piazza Affari nuova giornata di passione per le banche. Forti ribassi per Unicredit (-6,47%), Mps (-7,87%), Banco Popolare (-5,79%), Bpm (-9,8%) e Ubi Banca (-5,85%). L’accordo tra Italia e Bruxelles sulla bad bank continua a non convincere i mercati che temono che l’intervento si rilevi insufficiente a pulire i bilanci dai crediti in sofferenza con l’eventualità che le banche si trovino costrette a cedere i crediti deteriorati a eccessivo sconto. In forte calo anche Fca con un tonfo di oltre il 7% a 6,45 euro all’indomani della presentazione dei conti 2015 e dell’upgrade del business plan al 2018. Oggi Mediobanca Securities ha ridotto il prezzo obiettivo su Fca da 10,9 a 10 euro confermando comunque il rating outperform.
Tra i pochi titoli a distinguersi in positivo sono stati quelli del settore oil (+3% Saipem, +0,23% Eni e +0,32% Tenaris) sostenuti dal balzo delle quotazioni del petrolio sulle attese di un possibile taglio del 5% della produzione Opec. Da segnalare la seduta altalenante di Finmeccanica (-0,92% ) che oggi ha precisato che prevede di chiudere l´esercizio 2015 con ricavi annuali del settore elicotteri sostanzialmente in linea con quelli realizzati nel 2014, anno in cui si ottennero buoni risultati, e una redditività (Ebita margin) sui livelli registrati nel 2014, nonostante una riduzione del contributo dell´oil & gas”. La società guidata da Mauro Moretti ha inoltre confermato le previsioni per il 2015 a livello di gruppo comunicate in precedenza.