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Piazza Affari chiude a -2,43%, pioggia di vendite sulle banche

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Finale d’ottava decisamente sottotono per Piazza Affari condizionata dalla nuova pioggia di vendite sul settore bancario. In chiusura l’indice Ftse Mib ha ceduto il 2,43% a quota 16.192 punti. Il saldo settimanale è di oltre -5 per cento, ossia la peggiore settimana da quella post-Brexit. L’umore del mercato è stato condizionato dalla debolezza delle banche a livello europeo complice le difficoltà di Deutsche Bank che ha ricevuto una richiesta di multa da 14 miliardi di dollari dalle autorità Usa per chiudere le indagini relative i titoli tossici legati ai mutui subprime.
Sul fronte macro i riscontri oltre le attese dell’inflazione statunitense hanno offerto sponda alla speculazione di una possibile stretta Fed più vicina spingendo al rilazo il dollaro. Ad agosto il tasso di inflazione statunitense ha registrato un incremento mensile dello 0,2%. Gli analisti avevano stimato un +0,1%. Sopra il consenso anche l’indice “core”, quello calcolato al netto delle componenti più volatili, salito dello 0,3% (atteso a +0,2%).

Pioggia di vendite sul settore bancario. la peggiore è stata Mps (-9,33%) in difficoltà sin dalle prime battute di giornata. Prosegue lo studio sulla formula migliore da usare nella ricapitalizzazione dell’istituto. Il management dell’istituto senese starebbe valutando il “modello greco” per l’operazione di ricapitalizzazione, che prevedrebbe un collocamento tipo “private placement” presso gli investitori istituzionali per l’80% e un’operazione di swap volontario bond-azioni per il restante 20% dei capitali.

Nuova seduta incolore per UniCredit (-5,87%) tornata nel corso della seduta sotto la soglia dei 2 euro. Oggi l’istituto di piazza gae Aulenti ha reso noto il perfezionamento della fusione per incorporazione di UCG Beteiligungsverwaltung GmbH in UniCredit.

Male anche il duo Bper (-3,41%) e Ubi Banca (-4,48%) entrambe alle prese con il dossier good banks. Secondo le ultime indiscrezioni stampa odierne, dall’ultimo cda di Bper sarebbe emersa l’intenzione di puntare solo su banca Etruria. Il nuovo scenario potrebbe far cambiare i programmi anche a Ubi Banca che di conseguenza potrebbe decidere di rivedere il perimetro puntando su Banca Marche e le restanti.

Tra le big del listino seduta incolore per Eni (-2,27%) azzoppata dal nuovo arretramento dei prezzi del petrolio. Poste Italiane (-0,89%) non ha trovato sponda nell’operazione che le ha permesso di mettere mano sul 14,85% di Sia per 278 milioni di euro. Giù anche Campari (-0,31%) nonostante il giudizio positivo di BofA Merrill Lynch che ha riavviato la copertura con rating buy e target price 11,3 euro.