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Piazza Affari centra il rimbalzo, Ftse Mib chiude con un progresso del 5%. Volano le banche

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Piazza Affari ha centrato il rimbalzo mettendo fine alla striscia negativa e respirando dopo le forti vendite delle ultime sedute. Il rimbalzo è stato trascinato dai titoli del settore bancario, i più martoriati in queste prime settimane del 2016. Il mercato resta comunque fragile e volatile, con i rischi di inversione del sentiment sempre in agguato. Oggi l’attesa era per le parole di Janet Yellen. Di fronte al Congresso Usa la presidente della Fed ha dichiarato che l’orientamento della politica monetaria statunitense resta “accomodante” dopo la decisione di dicembre di rivedere al rialzo il costo del denaro negli Stati Uniti. “Le condizioni finanziarie negli Stati Uniti – si legge nel comunicato pubblicato dalla Fed – sono diventate di recente meno favorevoli alla crescita”. Un discorso che alimenta le aspettative di un rialzo più graduale dei tassi d’interesse. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib guadagna il 5,03% a 16.714 punti.

Acquisti sostenuti sui titoli del comparto bancario, il più martoriato dalle vendite in queste prime settimane del 2016: Banco Popolare ha guadagnato il 12,03% a 7,12 euro, Popolare di Milano il 9,66% a 0,601 euro, Banca Mediolanum il 9,21% a 5,805 euro, Intesa SanPaolo il 13,88% a 2,444 euro, Unicredit il 10,97% a 3,074 euro. Rimbalzo anche per i titoli della galassia Agnelli, a cominciare dalla holding Exor (+7,11% a 25,29 euro) che oggi ha annunciato un investimento di 103,3 milioni di euro per acquisire il 13% della danese Welltec, leader nel campo delle tecnologie robotiche per l’industria petrolifera. Inoltre questa mattina gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato il giudizio su Exor a buy dal precedente hold. Ben comprate anche FCA, che ha guadagnato il 5,83% a 5,535 euro, e CNH Industrial, che è avanzata dell’8,06% a 5,695 euro.

Ancora in ribasso Saipem, che ha lasciato sul parterre lo 0,95% a 0,363 euro, mentre l’estrema volatilità si è riflessa su Eni (-0,08% a 11,59 euro) che ha fallito il rimbalzo dopo aver toccato ieri i minimi dal lontano settembre del 2001. Infine da segnalare il balzo di Buzzi Unicem (+7,41% a 13,19 euro) che ha pubblicato i dati preliminari relativi all’esercizio 2015 che mostrano un fatturato pari a 2,66 miliardi di euro, in aumento del 6,2% rispetto ai 2,5 miliardi del 2014. Sulla base dei dati preliminari, Buzzi Unicem prevede per il 2015 un Ebitda intorno a 470 milioni di euro, in miglioramento rispetto alla stima comunicata al mercato lo scorso 30 settembre.