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Piazza Affari centra il maxi rimbalzo con le banche, Ftse Mib chiude con un +3,5%

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Piazza Affari ha centrato un maxi rimbalzo trainata dai forti acquisti che sono piovuti sul comparto bancario, reduce da una settimana di ribassi sostenuti. Si è fermata la corsa degli investitori verso i classici beni rifugio, come l’oro che lascia sul parterre circa mezzo punto percentuale sotto quota 1.300 dollari l’oncia, mentre il petrolio avanza di circa 2,5 punti percentuali. L’attesa degli investitori resta tutta orientata verso il referendum sulla Brexit, in programma giovedì prossimo. Anche le prossime sedute, quindi, saranno caratterizzate da nervosismo e volatilità in attesa di conoscere se il Regno Unito resterà o meno nell’Unione Europea. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso l’ultima seduta della settimana con un balzo del 3,49% a 16.923 punti.

Il maxi rimbalzo è stato trainato dai titoli del comparto bancario: Popolare dell’Emilia Romagna ha guadagnato il 9,93% a 4,03 euro, Popolare di Milano il 9,82% a 0,477 euro, Banco Popolare il 12,88% a 2,962 euro, Intesa SanPaolo il 4,62% a 2,04 euro, Ubi Banca il 9,96% a 2,826 euro, Unicredit il 9,44% a 2,412 euro. La risalita del petrolio ha favorito i titoli più sensibili all’andamento del greggio come Eni, che è avanzata del 3,93% a 13,75 euro, e Saipem, che ha mostrato un progresso del 5,46% a 0,368 euro. Bene Leonardo-Finmeccanica (+2,58% a 9,54 euro) dopo che Kagoshima International Aviation ha ordinato il suo secondo elicottero AgustaWestland GrandNew per svolgere missioni di elisoccorso nella prefettura di Kagoshima. Inoltre la Polizia Metropolitana di Tokyo ha commissionato a Leonardo-Finmeccanica due elicotteri leggeri bimotore AgustaWestland AW109 Trekker.

Tonica FCA (+2,50% a 5,94 euro) con Sergio Marchionne che, in un’intervista concessa a Bloomberg TV, ha commentato le aspettative del management sui risultati del primo trimestre del gruppo automobilistico italo-americano e ha inoltre espresso pareri sulla situazione del mercato auto Usa. Per il manager i conti non riserveranno sorprese rispetto a quanto emerso già nel primo trimestre per sottolineare che il rallentamento del mercato auto negli Usa è già previsto dall’azienda. A margine dell’intervista l’Ad di FCA ha smentito qualsiasi tipo di contatto fra la società del Lingotto e i cinese della Gac.