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Piazza Affari cede il 2,35% in chiusura, fitte vendite su Unicredit ed Exor

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Penultima seduta dell’ottava in deciso affanno per Piazza Affari con i riflettori del mercato sempre più rivolti alle prossime azioni delle maggiori banche centrali. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto il 2,35% a quota 21.859 punti. A contribuire al cattivo umore odierno dei mercati è stato il sell-off sulle materie prime dettato dai timori sulle prospettive di crescita globale del 2016. Il petrolio è scivolato ai minimi a oltre 2 mesi con scorte di greggio Usa aumentate oltre le attese. L’oro invece ha toccato i minimi dal febbraio 2010.
Sull’obbligazionario oggi l’asta Btp ha visto il titolo a tre anni allocato al nuovo rendimento minimo storico poco sopra lo zero (0,11%). Lo spread Btp/Bund si è riportato nel corso della seduta sotto la soglia dei 100 pb.
Vendite diffuse su Unicredit (-5,49% a 5,59 euro). Ieri l’istituto di piazza Gae Aulenti ha presentato il nuovo piano al 2018 che prevede utili a 5,3 mld a fine piano e minori costi per 1,6 mld con tagli al personale per 18.2000 unità. Nonostante la trimestrale oltre le attese, si teme che l’Istituto di piazza Gae Aulenti fatichi sul fronte redditività nei prossimi trimestri in un contesto di tassi bassi o negativi come quello attuale.
Peggior titolo del Ftse Mib è stato Exor (-6,44%) che ha completato il collocamento di 12 milioni di azioni proprie, pari al 4,87% del capitale, per un incasso lordo complessivo di 511,2 milioni di euro.
Tra i peggiori anche Saipem (-4,49%) che ha pagato la discesa dei prezzi del petrolio. Tra i pochi titoli a salvarsi oggi dalle vendite sono stati Tod’s (+1,82%) e Yoox Net-a-porter Group (+2,92%) che hanno accolto bene i riscontri trimestrali oltre le attese diffusi ieri sera a mercati chiusi.