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Piazza Affari cede l’1% in chiusura, vendite su Tenaris ed Enel

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Giornata improntata al ribasso per Piazza Affari dopo i rialzi delle scorse sedute. I mercati sono tornati a soppesare i possibili rischi in arrivo dalla Cina con il premier cinese Li Keqiang che si è mostrato incurante dei rischi di brusca frenata economica (“Disponiamo degli strumenti per prevenire un brusco rallentamento dell’economia e centrare i target”). Cresce intanto l’attesa per la Fed a esattamente una settimana dall’annuncio sui tassi in programma il 17 settembre. L’indice Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni con una flessione dell’1,02% a quota 21.901 punti.

Tra le big di Piazza Affari si segnala il calo vicino ai 2 punti percentuale di Enel che si è uniformata al cattivo umore del comparto utilities in scia al profit warning lanciato dalla tedesca Eon. A provocare l’alert sugli utili è l’abbandono forzato dei piani di spin-off delle attività nucleari a seguito della proposta del governo tedesco di modificare la Legge sul nucleare.
In ordine sparso il settore bancario con Mps scivolata indietro di del 3,2% e Banco Popolare dell’1,67%. In tenuta invece Intesa Sanpaolo (-0,18%) che dovrebbe essere tra le banche italiane a superare con maggiore slancio l’esame Bce sulla forza patrimoniale. Giornata difficile per i testimonial del lusso: -3,2% per Moncler e -1,31% per Ferragamo.
In coda al Ftse Mib si segnala Tenaris che ha ceduto oltre il 4% a quota 11,21 euro. Pesa l’esposizione della società al Brasile attraverso la controllata Confab Industrial SA e in generale la forte presenza in Sudamerica. Oggi Standard & Poor’s ha tagliato il rating sovrano sul Brasile a “BB+” dal precedente “BBB-” perdendo così dopo 7 anni il rango investment grade. A spingere S&P al downgrade è la difficile situazione dei conti pubblici all’interno di una congiuntura molto debole che ha visto il Brasile entrare in recessione nel secondo trimestre.
Vendite meno convinte invece su Saipem (-1,11%) che ha annunciato nuovi contratti nelle perforazioni onshore in Medio Oriente e in Sud America, per un valore totale di circa 250 milioni di dollari.