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Piazza Affari cauta in attesa di Fed e Bce. Mediaset crolla dopo i conti, svetta Parmalat. Vendite su Finmeccanica

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Piazza Affari si muove con estrema cautela in attesa di conoscere le decisioni delle Banche centrali: questa sera la Federal Reserve, mentre domani sarà il turno della Bce e della Bank of England. I riflettori saranno rivolti soprattutto verso Francoforte, dove Mario Draghi potrebbe fornire maggiori dettagli sui piani della Bce per salvaguardare la moneta unica. Negli Stati Uniti, come dimostrato dall’ultima rilevazione del Pil (+1,5% nel secondo trimestre), il ritmo di crescita attuale non riesce ad arginare l’elevata disoccupazione. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib viaggia in lieve rialzo in area 13.900 punti.

Sul listino milanese è entrata nel vivo la stagione delle trimestrali e gli investitori hanno iniziato a ragionare sui fondamentali delle società. Fiat, dopo il tonfo di ieri, questa mattina lascia sul parterre oltre il 2% a 3,906 euro dopo aver pubblicato una trimestrale in cui è evidente il ruolo trainante dell’americana Chrysler.

Mediaset. Crollo del titolo del Biscione (-8% a 1,308 euro) dopo che la società di Cologno Monzese ha fatto sapere di aver riportato nel primo semestre un utile netto di 43,1 milioni di euro, in calo del 73% rispetto ai 162,8 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Giù anche i ricavi, passati da 2,25 miliardi ai 1,99 miliardi, e l’Ebit, in flessione del 57% a 146,4 milioni di euro. La raccolta pubblicitaria italiana ha perso quasi 12 punti percentuali. Mediaset, inoltre, prevede di chiudere il 2012 con un utile netto inferiore a quello dello scorso anno.

Parmalat. Il gruppo di Collecchio svetta invece sul paniere principale di Piazza Affari con un balzo del 6,2% a 1,63 euro. Il mercato applaude ai conti dei primi sei mesi del 2012: i ricavi hanno mostrato una crescita del 6,1% a 2,27 miliardi di euro, mentre l’utile è salito del 7,8% a 82,5 milioni di euro. Parmalat ha inoltre confermato la guidance per l’intero esercizio, che dovrebbe chiudersi con ricavi ed Ebitda in aumento di circa il 3% rispetto al 2011.
 
Finmeccanica. Il titolo del colosso pubblico lascia sul parterre il 3% a 2,888 euro all’indomani della semestrale, con gli analisti che si sono concentrati sul piano di dismissioni dell’Ad Giuseppe Orsi. L’utile netto di Finmeccanica si è attestato a 70 milioni di euro, inferiore rispetto ai 456 milioni dei primi sei mesi del 2011 che avevano però beneficiato della plusvalenza di 443 milioni grazie alla cessione del 45% di Ansaldo Energia. I ricavi sono calato del 5% a 8,02 miliardi di euro.