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Piazza Affari: banche bersagliate dalle vendite, su Mps aleggia il rischio-paese per il referendum

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Giornata grigia a Milano dove il comparto bancario è ancora una volta il bersaglio preferito dei venditori. Sul settore aleggiano le incertezze legate al quadro politico internazionale e domestico, che fra i prossimi appuntamenti dell’8 novembre (presidenziali usa) e 4 dicembre (referendum costituzionale italiano) potrebbe modificare gli attuali assetti.

Non porta sollievo nemmeno la trimestrale sopra le attese riportata da Commerzbank. La seconda banca tedesca ha riportato una perdita di 288 milioni, riuscendo a contenere i danni rispetto a quanto stimato dagli analisti consultati da Bloomberg che vedevano un rosso pari a 509 milioni.

In questo quadro Bpm cede oltre il 4,65% ripiegando a 0,36 euro per azione, seguito a breve distanza da Banco Popolare, -4,53% a 2,278 euro e Mps, -4,35% a 0,222 euro. Marco Morelli, amministratore delegato della banca senese, starebbe riscontrando uno scarso interesse da parte degli investitori internazionali nel corso del suo roadshow partito dagli Stati Uniti. L’operazione è quindi a rischio, senza contare che nessun investitore internazionale è desideroso di impegnarsi prima di conoscere l’esito del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.