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Piazza Affari attendista, anche Grillo da Renzi. Tenaris affossata da decisione Dipartimento Commercio Us

QUOTAZIONI Tenaris
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Prima parte di seduta senza slancio per Piazza Affari che è reduce da un filotto di tre sedute consecutive in rialzo in scia alla reazione positiva alla crisi di governo con l’incarico di formare un nuovo esecutivo a Matteo Renzi. Il nuovo governo dovrebbe prender vita entro questa settimana e oggi le consultazioni vedranno il leader del Pd incontrare prima Silvio Berlusconi e poi Beppe Grillo in diretta streaming dopo che il voto online della base del Movimento a 5 Stelle si è espressa a favore della presenza alle consultazioni. 
Spread si mantiene sotto quota 190 pb 
Ancora buone indicazioni dall’obbligazionario. Il differenziale tra i rendimenti dei titoli di stato italiani e tedeschi si conferma sotto quota 190 punti, in prossimità dei minimi dal 2011. Il rendimento del Btp decennale si attesta a quota 3,53%, il livello più basso da circa 8 anni. 
L’indice Ftse Mib segna un calo dello 0,21% a quota 20.435 punti, ritracciando dai massimi dal luglio 2011 a cui ha chiuso la seduta di ieri. 
Sul parterre di Piazza Affari spicca oggi il tonfo di Tenaris che cede oltre il 5% a quota 16,29 euro. Il titolo della società che fa capo alla famiglia Rocca paga le notizie arrivate ieri sera dagli Stati Uniti. 
Pronuncia del Dipartimento Commercio Usa azzoppa Tenaris 
Il Dipartimento del Commercio statunitense si è pronunciato sulle importazioni di tubi per l’industria petrolifera nel comparto Oil Country Tubula Goods (tubi, casse e condotte utilizzati per estrazione e trasporto di idrocarburi) che vede Tenaris operatore principale. Il parere preliminare sulla richiesta di dazi per i produttori sudcoreani e di altri paesi che stanno facendo concorrenza sui prezzi ai produttori presenti negli Usa, tra cui Tenaris, è stato di imporre dei piccoli dazi ad una serie di paesi (India, Filippine, Arabia Saudita, Taiwan, Tailandia e Turchia), mentre nessun dazio è previsto per la Corea che è il principale esportatore del settore con una quota di quasi un quarto dell’export di tubi verso gli Usa. Il parere definitivo è previsto a luglio. 
Una conferma di tale decisione andrebbe a discapito di Tenaris che si vedrebbe costretta a ridurre i prezzi applicati con ripercussioni negative sulla marginalità già nel 2014. intanto oggi Tenaris ha incassato anche il downgrade da parte di Banca Akros che ha ridotto il rating da “add” a “hold“.