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Piazza Affari apre l’ottava senza verve, bene il duo Banco Popolare-Bpm

QUOTAZIONI Banco Bpm
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Avvio di ottava poco mosso per Piazza Affari con le banche che si sono mosse in ordine sparso dopo l’ascesa delle ultime settimane. In chiusura l’indice Ftse Mib ha segnato un progresso dello 0,038% a quota 17.190,44 punti. La seduta inaugurale della settimana è stata orfana della bussola di Wall Street, chiusa per il Labour Day.

Questa settimana focus soprattutto sul meeting della Bce in agenda giovedì 8 settembre. L’istituto guidato da Mario Draghi potrebbe valutare l’ipotesi di prolungare la durata del QE, la cui scadenza è fissata attualmente a marzo 2017. Per l’Italia buoni riscontri dall’indice Pmi servizi, salito a sorpresa a 52,3 punti ad agosto. L’Istat invece ha sottolineato nel suo rapporto mensile che nei prossimi mesi l’economia italiana dovrebbe confermarsi debole.

Ben intonato il settore petrolifero che ha trovato sponda del rialzo dei corsi dell’oro nero in seguito all’accordo tra Arabia Saudita e Russia finalizzato a stabilizzare i prezzi del greggio senza però definire un limite alla produzione. In chiusura +0,8 per Eni a 13,83 euro e +1,36% per Saipem a 0,41 euro.

Tra le banche si sono segnalate Banco Popolare (+4,8 a 2,4 euro) e Bpm (+2,5 a 0,40 euro), su cui si sono espressi positivamente gli analisti di Bank of America Merrill Lynch.

La casa d’affari statunitense ha riavviato la copertura con rating buy su entrambe le banche con prezzo obiettivo a 3,4 euro per Banco Popolare e a 0,53 euro per Bpm. In vista della finalizzazione della fusione tra i due istituti, BofA Merrill Lynch ritiene che “tale operazione permette di sfruttare economie di scala e sinergie che sarebbero altrimenti irraggiungibili”, creando il terzo operatore bancario in Italia con una forte presenza nell’area più produttiva del Paese.

Su Intesa Sanpaolo (in ribasso dello 0,45% a 2,18 euro ) la stessa BofA Merrill Lynch ha confermato buy con prezzo obiettivo salito a 2,8 euro (dai 2,5 precedenti). Segno meno anche per Unicredit (-0,59 a 2,34 euro) su cui tiene sempre banco il dossier cessione con importanti fondi di private equity quali CVC e Advent che sarebbero interessati a Pioneer, asset manager controllato dall’istituto di piazza Gae Aulenti.

Leonardo-Finmeccanica (+0,29% a 10,34 euro) è invece finita sotto la lente di Goldman Sachs che ha confermato la valutazione “buy” alzando il prezzo obiettivo a 12,2 euro, un euro in più rispetto al dato precedente.

In un report sul settore aerospaziale-difesa, la casa d’affari statunitense ha rimarcato come Leonardo-Finmeccanica tratti decisamente a sconto rispetto ai peers nonostante la forte crescita degli utili attesa nei prossimi tre anni. Inoltre Goldman ritiene ingiustificate le preoccupazioni legate al contesto italiano (in particolare per crisi settore bancario) anche perché l’Italia pesa solo il 15% sul fatturato del gruppo.

Tra i segni meno si segnala anche Exor (-0,85 a 36,95 euro) la cui assemblea sabato ha dato il via libera alla fusione transfrontaliera per incorporazione di EXOR in EXOR HOLDING N.V., società di diritto olandese interamente controllata da EXOR. La sede legale e fiscale della società si trasferirà in Olanda mentre il titolo resterà quotato a Piazza Affari.