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Piazza Affari apre marzo con il sorriso, vola Moncler. Si sgonfia Saipem

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Incipit del mese di marzo con la sorpresa negativa della revisione al ribasso del Pil 2018 italiano (+0,9% rispetto a +1% della lettura preliminare) che però non scoraggia gli investitori. L’indice Ftse Mib è così andato a chiudere sui massimi a quasi 5 mesi a quota 20.694 punti (+0,17%). Oltre al dato Istat sul PIL, l’Italia ha dovuto assorbire il nuovo deterioramento del Pmi manifatturiero, sceso a febbraio ai nuovi minimi dal 2013.

Sul parterre di Piazza Affari a fare la voce grossa oggi è stata Moncler (+11,06% a 37,45 euro) dopo aver ha archiviato il 2018 con ricavi consolidati di 1,42 miliardi di euro, in rialzo del 22% a tasso di cambio costanti (+19% a tassi di cambio correnti), mentre l’Ebitda adjusted è salito a quota 500,2 milioni rispetto ai 411,6 milioni del 2017, con una incidenza sui ricavi del 35,2 per cento. L’utile netto di gruppo si è attestato a 332,4 milioni, in crescita del 33% rispetto a 249,7 milioni del 2017. Il mercato si attendeva un Ebitda rettificato di 486,3 milioni di euro, con un fatturato di 1,40 miliardi.

Sul fronte opposto si segnala Saipem, scesa di quasi il 2% dopo la notizia del rinvio a giudizio della società e quattro ex suoi manager nell’ambito del procedimento sul profit warning sui conti lanciato in una conference call a Borsa chiusa il 29 gennaio 2013.
Frenata sul finale per FCA (-0,40%) complici i deboli riscontri arrivati da oltreoceano. A febbraio le vendite di FCA US sono scese a 162.036 veicoli da 165.903 di un anno prima.
Tra le banche prevalenza dei segni meno. Male Banco BPM (-1,95%), miglior titolo di febbraio, che ha allocato oggi un bond senior preferred per 750 milioni di euro con richieste che hanno superato quota 1,3 mld.