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Piazza Affari appesantita da taglio stime Fmi, Telecom precipita ancora

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Prevalenza delle vendite a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib segna un calo dello 0,54% a quota 19.532 punti dando così seguito al calo della vigilia dettato dallo stacco acconto dividendi 2018 di Enel e Snam e dall’ennesima seduta difficile di Telecom Italia.

Sui mercati tornano i timori per la crescita economica globale. Il Fmi ha tagliato le stime di crescita mondiale al 3,5% nel 2019, ossia il ritmo di crescita più basso degli ultimi tre anni. Revisioni al ribasso soprattutto per l’Eurozona con taglio delle stime sull’Italia a +0,6%, stesso valore indicato venerdì scorso da Bankitalia.

Sul parterre di Piazza Affari si conferma il momento no di Telecom Italia che cede l’1,72% e ha toccato in avvio i nuovi minimi storici a 0,4659 euro. In mercato guarda ai problemi sul fronte governance con le continue accuse tra Vivendi e il fondo Elliott. Quest’ultimo ieri ha commentato la decisione dell’Agcom, che ha bocciato il progetto di separazione volontaria della rete Telecom in una società ad hoc, presentato a marzo dello scorso anno dalla compagnia telefonica allora guidata dal manager israeliano Amos Genish: “I recenti risultati finanziari e la decisione di Agcom – prosegue il portavoce – evidenziano che le decisioni del precedente Cda sotto il controllo di Vivendi, motivate da presunte ragioni industriali, hanno avuto come risultato un anno di distruzione di valore”.

Lieve segno meno per Generali (-0,39%) che ha lanciato un bond subordinato da 500 milioni di euro che ha avuto una calda accoglienza degli investitori istituzionali con domanda 13 volte il quantitativo offerto. Il rendimento di assegnazione del bond decennale è stato del 3,875%, il coupon più basso mai pagato dal gruppo assicurativo triestino su una emissione subordinata.