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Piazza Affari ancora positiva, scende lo spread. Mps in volo. Generali: Bankitalia passa la quota alla CDP

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Le chiusure positive di Tokyo e Wall Street si sentono anche a Piazza Affari, dove gli acquisti premiano soprattutto le banche e due colossi industriali come Finmeccanica e Fiat. La Borsa giapponese ha sfruttato la debolezza dello yen a due giorni dalla vittoria elettorale dei liberaldemocratici, mentre gli indici americani guardano ai nuovi sviluppi sul fiscal cliff. Per evitare il baratro fiscale il presidente Obama ha proposto 1.200 miliardi di dollari di nuove entrate fiscali e 1.200 miliardi di tagli alla spesa. In Italia oggi il Senato dovrebbe votare la Legge di Stabilità, che nei prossimi giorni riceverà il via libera definitivo alla Camera.

Nel fine settimana Mario Monti dovrebbe annunciare le dimissioni e sciogliere i tanti dubbi sulle sue mosse future. Una situazione d’incertezza che in questi giorni non ha avuto impatti sullo spread, che questa mattina è sceso a 314 punti base rispetto ai 319 punti base della chiusura di ieri. Una discesa che ha subito avuto riflessi positivi sul comparto bancario: Banco Popolare guadagna il 2,30% a 1,209 euro, Unicredit il 2% a 3,642 euro, Ubi Banca l’1,30% a 3,284 euro, Intesa SanPaolo l’1,20% a 1,299 euro. E così l’indice Ftse Mib mostra un progresso dello 0,60% a 16.100 punti. 

A svettare ancora una volta il Monte dei Paschi. Dopo aver guadagnato ieri oltre 6 punti percentuali, il titolo della banca senese anche questa mattina conquista la vetta del paniere principale con un balzo di oltre il 5% a 0,226 euro. A far scattare gli acquisti sull’azione di Rocca Salimbeni il via libera arrivato ieri dalla Commissione Europea all’emissione dei Monti Bond per 3,9 miliardi di euro. La condizione imposta da Bruxelles è la presentazione di un piano di ristrutturazione che la banca senese dovrà esporre entro sei mesi.

Generali (+0,80% a 13,44 euro) sarà un tema caldo di giornata. Oggi tocca al Consiglio superiore della Banca d’Italia, domani sarà la volta della Cassa Depositi e Prestiti. In due giorni, come riportato dalla stampa nazionale, si dovrebbe decidere il passaggio del 4,5% detenuto da Bankitalia in Generali al Fondo strategico della CDP. La quota ha un valore pari a circa 900 milioni di euro e, nell’arco di tre anni, ci dovrebbe essere l’impegno da parte di Fsi a cederla sul mercato. Il passaggio da Bankitalia alla CDP avverrà in scia al potenziale conflitto d’interessi che si creerebbe quando Via Nazionale in gennaio assumerà anche la supervisione sulle compagnie assicurative.