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Piazza Affari aggrava il passivo: pesa delusione su riforma fiscale Trump e attesa per Bce

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Da poco passato mezzogiorno si aggrava il passivo giornaliero di Piazza Affari, con il FTSE Mib che scende dello 0,67% a 20.695,67 punti. Il mercato italiano, ma più in generale quelli del Vecchio Continente, scontano l’attesa per il discorso di Mario Draghi, in programma a Francoforte fra poco più di un’ora.

Oltreoceano è arrivata stamane l’ufficializzazione dell’agenda fiscale di Donald Trump. Il pilastro portante è rappresentato dall’abbassamento dell’aliquota fiscale sulle società dal 35% al 15%.

Tuttavia gli esperti ritengono l’annuncio, effettuata per bocca del Segretario al Tesoro Steve Mnuchin, monco perché sarebbero mancati dettagli fondamentali riguardanti altre parti della riforma ed inoltre Mnuchin non ha specificato le relative coperture finanziarie dei provvedimenti, limitandosi a dire che “il programma si autofinanzierà con una crescita attesa del 3%”.

In questo quadro a Piazza Affari arretrano per il secondo giorno consecutivo le banche con UniCredit, -2% a 15,24 euro e Banco Bpm, -1,75% a 2,688 euro. Mattinata ostica per Leonardo, -1,27% a 14,68 euro, con il titolo penalizzato dal report di Goldman Sachs che ha ridotto la raccomandazione da Outperform ad Hold.

Lato acquisti salgono Atlantia, +1,22% a 23,16 euro, e STM, +1,7% a 14,73 euro, dopo i forti conti del primo trimestre che hanno suscitato l’entusiasmo di case d’affari ed investitori.