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Il piano salva Dublino non fa miracoli, per Morgan Stanley nel 2011 meglio azioni dei bond

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Meno 30 giorni. E anche questo 2010 di alti e bassi, da brivido, sulle Borse finirà tra i mille ricordi, che sbiadiranno in fondo al cassetto. In attesa che arrivi l’anno nuovo, invece di leccarsi le ferite, Graham Secker di Morgan Stanley ha disegnato un quadro all’interno del quale chi ha intenzione di muoversi sui listini può attingere qualche idea per i prossimi dodici mesi. Consigli pratici per quelli che non si lasceranno spaventare dalla prospettiva di Borse ancora in tempesta. Chi vuole avventurarsi in questa giungla deve sapere – avverte l’esperto della banca americana – che nel breve termine la volatilità continuerà ad essere alta sui mercati finanziari, almeno fino a quando una soluzione vera per la crisi dei debiti sovrani non riuscirà a spazzare via le preoccupazioni.


L’evoluzione della crisi dei debiti sovrani sta incrementando l’incertezza che monta di giorno in giorno in Europa, combattuta tra le proposte di soluzioni caramellate firmati dai vari strategist ed economisti di turno e i giochi della speculazione. Un tiro al bersaglio che passa con disinvoltura da Atene a Dublino, da Lisbona a Madrid, da Parigi e Roma, spiazzando gli operatori di mercato. Secondo l’esperto della Morgan Stanley l’attuale scenario è dettato anche dalle azioni di carattere politico e monetario che i Paesi dell’eurozona hanno intrapreso.

Azioni, che non sono incisive abbastanza. L’ultima riprova è la fotografia impietosa della seduta sulle montagne russe odierna: i listini europei, dopo un avvio all’insegna delle ricoperture, all’indomani del via libera da parte dell’Ecofin al piano di 85 miliardi in dieci anni a favore dell’Irlanda, hanno cambiato direzione e adesso scambiano in territorio negativo. Milano cede l’1,93% a 19.460 punti. Parigi perde l’1,76% a 3.663 punti, Francoforte l’1,54% A 6741 punti. Male anche Madrid che lascia sul campo l’186% a 9365 punti. Non si salva dalle vendite neanche Londra (-1,26% a 5597 punti).


“Siamo convinti che il piano di salvataggio per l’Irlanda non segnerà la fine delle preoccupazioni della crisi dei debiti sovrani almeno nel lungo termine”, ribadisce l’evidenza Secker, convinto che in Europa il bersaglio grosso, quello che fa davvero paura, è la Spagna. Ma al di là delle chimere, l’esperto osserva che un ruolo clou sarà giocato nei prossimi mesi ancora dai governanti. In questo momento nelle sale operative legano il peggioramento dei listini all’indiscrezione segnalata dall’Irish Times che i partiti dell’opposizione irlandese starebbero valutando di votare contro la finanziaria presentata qualche giorno fa dal premier Brian Cowen.  

“A causa della situazione dei conti pubblici molto debole in cui versano diversi Stati dell’eurozona, i governi molto probabilmente vedranno incrementare l’impatto delle loro decisioni sui mercati. Nel 2011 non ci sono al momento in calendario elezioni; tuttavia – nota l’esperto di Morgan Stanley – sono molte le maggioranze risicate che si trovano nei vari Paesi europei e questo potrebbe diventare un elemento di ulteriore pressione per le Borse”. 

Per gli investitori che non vogliono stare a guardare la tempesta che passa, gli investimenti chiave per il 2011 devono tenere conto di alcuni fattori a suo avviso, a cominciare dalle attese di un’inflazione in crescita. Pertanto Secker consigliare di privilegiare azioni ai bond e in seconda battuta di effettuare scelte di investimento all’insegna della crescita, ossia di investire in “sicurezza” quindi individuare titoli a buon mercato che presentano storie di crescita affidabili. E non ultimo selezionare i Paesi che offrono maggiori garanzie: Secker indica la Germania, la Scandinavia e anche l’Inghilterra, che però oggi nonostante la finanziaria lacrime e sangue voluta dall’esecutivo guidato da David Cameron ha tagliato le stime di Pil 2011 da 2,3% al 2,1%.