Il piano salva Dublino al test delle Borse, il FT prevede ondata di fusioni banche irlandesi

Inviato da Micaela Osella il Lun, 29/11/2010 - 08:41

In Borsa la paura non è ancora finita. Gli aiuti dell'Unione europea all'Irlanda dovrebbero sostenere le Borse del Vecchio Continente questa mattina, invertendo la rotta dalle perdite dell'ultima ottava. Il via libera da parte dell'Ecofin al piano di 85 miliardi in dieci anni a favore dell'Isola del Trifoglio è un accordo che contribuisce a calmare gli animi sullo stato d'emergenza del paese. Ieri l'Eurogruppo, riunito in seduta straordinaria a Bruxelles, ha fatto quadrato: era chiamato a dare una risposta forte all'emergenza che sempre di più sta mettendo a dura prova la stabilità della zona euro. Con Paesi come il Portogallo e la Spagna che potrebbero essere le prossime vittime della speculazione sui mercati. E l'occasione non è stata sprecata.

Gli animi in Borsa si rasserenano. Non è un caso se i mercati dell'area asiatica si stanno muovendo in territorio positivo. La Borsa di Tokyo ha messo nel cassetto il caso Irlanda e chiuso gli scambi in rialzo: il Nikkei segna un progresso dello 0,86%, a 10.125,99 punti. La piazza finanziaria nipponica ha retto l'impatto in scia soprattutto all'indebolimento dello yen sul dollaro, salito oltre quota 84. Nelle sale operative c'è chi osserva questa mattina che il rialzo sui mercati potrebbe però esaurirsi in un battito d'ali. Il rimbalzo sarà limitato dal persistente timore di un contagio. Ipotesi che continuano a spadroneggiare sulle Borse.

Venerdì scorso le precisazioni del governo di Berlino e di Lisbona, a cui si sono unite le dichiarazioni del presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, hanno frenato solo in parte l'emoraggia sui mercati accesa da un articolo apparso sul Financial Times Deutschland che sosteneva di un'azione congiunta di dissuasione morale sul Portogallo da parte delle autorità europee perché il Paese seguisse Irlanda e Grecia nel ricorrere agli aiuti internazionali.

Si ricomincia con i fatti. L'intervento in favore dell'Irlanda, ha specificato il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker presentando i termini dell'operazione, rappresenta una garanzia per la stabilità finanziaria dell'eurozona e dell'intera Ue. Entrando nel dettaglio il salvataggio dell'Irlanda, promosso dai ministri delle Finanze dei 16 Paesi dell'Eurogruppo, prevede un prestito da 85 miliardi di euro che permetterà a Dublino di ristrutturare il sistema bancario e superare le difficoltà causate dall'esplosione del deficit e del debito pubblico. Ai prestiti all'Irlanda sarà applicato un tasso di interesse intorno al 6%. I prestiti alla Grecia sono stati invece concessi con un tasso di interesse al 5,2%.

Alle banche saranno destinati 35 miliardi di euro. Con questo assegno in tasca, il panorama bancario irlandese è destinato a cambiare. Il piano di aiuti innescherà un'ondata di fusioni e farà sì che i grandi istituti finiscano nelle mani del governo, ha scritto ieri il Financial Times, sottolineando come, con il pianoAllied Irish Bank sarà nazionalizzata e lo Stato prenderà una quota di maggioranza nella Bank of Ireland. Ambedue gli istituti saranno costretti a drastiche cure dimagranti, mentre le banche più piccole - ha aggiunto il quotidiano della City - sono destinate a sparire con fusioni o a finire in organizzazioni più grandi.

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