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Piano Renzi: l’annuncio del piano era atteso da tempo e va nella giusta direzione

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L’annuncio del piano da 10 miliardi di euro per aiutare i lavoratori con redditi bassi e diminuire il peso della tassazione è certamente un passo atteso da tempo e che va nella giusta direzione. Anche se rispetto agli standard italiani è un ammontare di storiche proporzioni, non è probabilmente sufficientemente alto per avere un impatto significativo sui consumi interni e sulla crescita.

Prima di tutto, se il piano verrà attuato attraverso tagli dell’IRPEF, andrà a vantaggio dei lavoratori ma non diminuirà il costo del lavoro per le imprese. Una strategia migliore sarebbe tagliare il costo del lavoro che ridurrebbe al contempo il costo per le imprese e porterebbe più denaro per i lavoratori. Non è chiaro al momento quale opzione sceglierà Renzi.

In secondo luogo, c’è il rischio che i lavoratori possano decidere di mettere da parte e risparmiare i 1.000 euro in più all’anno piuttosto che spenderli e rilanciare l’economia.

In terzo luogo, potrebbe avere senso attuare un taglio più deciso sulla tassazione dei lavoratori più giovani, fatto che avrebbe un impatto maggiore sui consumi. I lavoratori più giovani, infatti, sono costretti attualmente a mettere da parte troppo attraverso il risparmio forzoso dei contributi previdenziali e alcuni non riescono a provvedere da soli senza l’aiuto dei genitori.

Riguardo alle altre misure annunciate da Renzi, la scelta di mantenere una corsia preferenziale per la tassazione sui titoli di stato Italiani è deludente. Ciò crea una distorsione nelle decisioni di investimento e incoraggia una tendenza verso i titoli “di casa”, che non è efficiente dal punto di vista dell’asset allocation. Sarebbe stato preferibile mantenere l’attuale livello del 20% estendendolo anche ai titoli di stato italiani.

Sul lato della spesa pubblica, attendiamo maggiori dettagli. Una priorità fondamentale è far fronte alle pensioni d’oro – un tetto da applicare al valore totale cumulabile dalle pensioni che un singolo può ricevere dallo Stato sarebbe un modo per raggiungere una migliore equità e per rimuovere una volta per tutte le “pensioni d’oro”.

Mirko Cardinale, Responsabile Asset Allocation EMEA di Russell Investments