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Il piano di nazionalizzazione affonda la Borsa venezuelana (Fondionline.it) -2

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Cantv è stata un monopolio statale fino al 1991, anno in cui si trasformò nell’emblema di un aggressivo piano di privatizzazioni posto in essere dal secondo governo guidato da Carlos Andres Perez. Il controllo della società passò nelle mani di un consorzio guidato dalle statunitensi AT&T e GTE, dalla spagnola Telefonica e dalle venezuelane Electricidad de Caracas e Banco Mercantil. Attualmente l’azionista di maggioranza della società è la statunitense Verizon che, tra l’altro, ha raggiunto un accordo con l’imprenditore messicano Carlos Slim (padrone di Telex e America Movil) per cedere la sua quota. L’operazione non è stata ancora conclusa, e il contratto contiene delle clausole di salvaguardia che possono facilitare la rinuncia di Slim. Chavez, 52 anni di età e otto al comando del Venezuela, spera di portare a termine la nazionalizzazione attraverso l’ausilio di poteri speciali che chiederà all’Assemblea Nazionale, per poter governare il paese mediante decreti -legge per circa un anno. La Costituzione venezuelana stabilisce che il presidente può approvare decreti aventi forza di legge se ottiene l’autorizzazione del Parlamento . Chavez ha già fatto ricorso a questo escamotage nel 2001, introducendo 49 leggi a contenuto economico- sociale. Alcune di quelle leggi scatenarono la crisi politica che provocò il ‘golpe’ del 2002 e uno sciopero del settore petrolifero e delle imprese in generale. Investitori istituzionali ed analisti hanno lanciato l’allarme: se Chavez intende portare a termine il piano di nazionalizzazione delle aziende strategiche, il Venezuela potrebbe soffrire una fuga di capitali tale da far impallidire il calo della Borsa e dei bond registrato ieri. A cura di www.fondioline.it