Piaggio arriva in Borsa, Colaninno spiega come l'ha salvata

Inviato da Raffaele Serrecchia il Gio, 15/06/2006 - 10:50
Piaggio sta per essere quotata a Milano e Roberto Colaninno, presidente del gruppo, spiega come ha ristrutturato la società dalle colonne di un'importante testata internazionale. La situazione prima del suo intervento faceva registare un indebitamento enorme, una perdita dell'ordine del 15% del fatturato (925mln di euro); pessime relazioni con i dipendenti, quantificabili in 48600 ore lavorative perse nel 2003, sconti coatti per difendere la propria quota di mercato e non soccombere alla concorrenza asiatica. "Il morale delle persone alla Piaggio era molto basso e nessuna di queste persone credeva nel futuro dell'azienda", ha rilevato Colaninno. Ma la ricetta dell'industriale mantovano sta dando buoni risultati. Il primo passo è stato abbattere il debito, affrontato convertendolo in equity. Ora le banche hanno in mano il 37,5% del capitale, ma gli interessi sul debito sono più che dimezzati. Gli scioperi sono nettamente diminuiti, fino a 7250 ore di manodopera perse, esclusi gli scioperi nazionali. La joint venture in Cina permette di risparmiare fino al 30% sull'acquisto dei componenti e consente anche di presidiare un mercato in espansione su cui continuare a valorizzare modelli meno moderni e costosi, ma molto diffusi, come Ape. Il restauro del brand si è basato infine sullo spostamento della gamma verso un segmento più alto con modelli più grossi e costosi per il mercato europeo. Colaninno ritiene che "quando il business è gestito nel modo giusto, un'impresa italiana ha le stesse possibilità di successo di qualunque altra".

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