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Petrolio, Zew, la riunione Bce e la stagione delle trimestrali Usa: i principali appuntamenti della settimana

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La terza settimana di gennaio si apre per i mercati finanziari mondiali ancora una volta sotto il segno del petrolio. Complice la rimozione delle sanzioni all’Iran, il Wti e il Brent sono scivolati oggi fin sotto la soglia psicologica dei 29 dollari al barile.  Di fatto, l’intesa raggiunta nel fine settimana permetterà a Teheran di riversare sul mercato le proprie riserve di petrolio e questo nuovo scenario solleva dei timori per lo scenario petrolifero mondiale.

L’andamento dell’oro nero e le sue prospettive continuano dunque a impattare sui mercati finanziari internazionali in questo avvio d’anno. “Crediamo che lo scenario più probabile sia un petrolio che possa arrivare fino a 25 dollari al barile prima di costringere i paesi Opec e quelli non-Opec a trovare un accordo sulla diminuzione della produzione“, afferma Filippo Diodovich, market strategist di Ig, secondo il quale non sarà un accordo facile.

“I paesi Opec sono in una fase di ‘rottura prolungata’ dopo il meeting di Vienna di inizio dicembre che si era concluso con la notifica della mancata intesa sul tetto alla produzione – aggiunge l’esperto-. Un cartello, che per decenni ha guidato l’andamento del petrolio, sembra avere perso la propria funzione a causa delle lotte interne tra paesi arabi e resto del mondo sulle strategie da adottare per impedire l’espansione del fenomeno dello “shale oil”.
E mentre l’oro nero prosegue la sua corsa ribassista, gli operatori guardano da tempo alle indicazioni in arrivo domani mattina, intorno alle 3 ora italiana, dall’altro tema caldo di questo inizio d’anno: ossia la Cina. Domani è previsto il dato sulla produzione industriale e le vendite al dettaglio di dicembre, oltre all’andamento del Pil del quarto trimestre (+6,9% a/a). Sempre domani in primo piano in Europa lo Zew, l’indice tedesco che misura la fiducia degli investitori tedeschi in relazione alla crescita economica nei prossimi mesi. Dopo il miglioramento di dicembre a quota 16,1 punti, il dato di gennaio potrebbe mostrare un rallentamento a 8. 
Nella giornata di mercoledì 20 gennaio, il calendario macro prevede invece alcuni dati in arrivo dal settore immobiliare statunitense (le nuove costruzioni abitative e i permessi edilizi), oltre all’inflazione di dicembre. 
Per la zona euro si attende giovedì la lettura finale dell’inflazione di dicembre e la fiducia dei consumatori a gennaio. Ma l’appuntamento più importante è la prima riunione del 2016 della Banca centrale europea. Come sempre i mercati attendono con ansia le parole del governatore Mario Draghi per tentare di intercettare le possibili future mosse della Bce per fronteggiare una ripresa economica che rimane ancora debole.
La settimana si chiude con la lettura preliminare dei Pmi manifattura e servizi delle principali economie della zona euro. Per gli Stati Uniti in agenda il Pmi manifatturiero e le vendite di case esistenti di dicembre. 
La stagione delle trimestrali entra nel vivo negli Stati Uniti per le big del comparto bancario, dopo la diffusione la settimana scorsa dei risultati di JP Morgan e Citigroup. Il calendario di questa settimana vede in primo piano domani i conti del quarto trimestre 2015 di Morgan Stanley e Bank of America; ancora il mondo bancario mercoledì con i numeri di Goldman Sachs. Giovedì sarà la volta di Verizon e Starbucks e venerdì spetterà a General Electric.
Le principali trimestrali Usa

Netflix, Delta Airlines, Morgan Stanley e Bank of America19/01
Goldman Sachs e Kinder Morgan20/01
America Express, Starbucks, Verizon e Schlumberger21/01
General Electric    22/01