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Petrolio: via libera dell’Iraq al congelamento della produzione

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“Siamo a favore di un congelamento dell’output”. È quanto ha dichiarato Haider al-Abadi, primo ministro iracheno, nel corso di una conferenza stampa. I membri dell’Opec, di cui l’Iraq è il secondo produttore, il mese prossimo si incontreranno in via informale ad Algeri per discutere il possibile freno alla crescita della produzione globale.

Ad aprile, un tentativo per il blocco dell’output è stato bocciato dall’Arabia Saudita a causa della mancata partecipazione dell’Iran.

Con la produzione targata Teheran tornata ai livelli pre-sanzioni (4 milioni di barili al giorno), anche l’Iran questa volta potrebbe essere della partita (anche se alcuni commentatori già temono che il blocco della produzione e il conseguente rialzo dei prezzi finiranno per favorire i produttori non-Opec -statunitensi in primis-).

Alla seconda seduta consecutiva con il segno meno (-3,14% in cinque sedute), un barile di petrolio con consegna novembre passa di mano a 48,75 dollari, l’1,42% in meno rispetto al dato precedente.