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Petrolio verso una nuova era, l’IEA vede pressioni ribassiste prevalere anche nel 2015

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Il mercato del petrolio è entrato in una nuova era e difficilmente si rivedranno i picchi del recente passato. L’International Energy Agency (IEA), solitamente restia a fornire previsioni a livello di prezzo, vede il petrolio a un vero punto di svolta epocale in virtù della prospettiva di una crescita economica cinese sempre meno poderosa abbinata alla forte espansione della produzione shale negli Stati Uniti che renderà la prima economia mondiale indipendente a livello energetico. 

Crollo del 30% dei prezzi da giugno a oggi 
Dai massimi annui toccati a giugno il prezzo del petrolio è sceso di oltre il 30% pagando il forte apprezzamento del dollaro statunitense (il petrolio è scambiato in dollari Usa) e l’aumento della produzione di petrolio degli Stati Uniti. Il future sul Brent con scadenza gennaio 2015 oggi è sceso fino a un minimo a oltre 4 anni a quota 76,79 dollari per poi risalire in area 79 dollari. 

Verso ulteriore discesa nella prima parte del 2015 
Un mutamento di scenario radicale che dovrebbe confermare anche nel medio termine il movimento discendente delle quotazioni del petrolio, già scese nell’ordine del 30% circa dai picchi di giugno. L’IEA nel suo report mensile prevede infatti che i prezzi dell’oro nero potrebbero scendere ulteriormente nel 2015 rispetto ai minimi dal 2010 raggiunti in questi giorni sotto la soglia 80 dollari al barile. “Mentre c’è stata una certa speculazione che l’alto costo di produzione di petrolio non convenzionale potrebbe impostare un nuovo equilibrio di prezzo del Brent nella gamma 80/90 dollari, i saldi di domanda/offerta suggeriscono che la discesa dei prezzi deve ancora fare il suo corso”, rimarca l’IEA che quindi vede nuove discese di prezzo nella prima metà del 2015 se si esclude l’eventualità di nuove interruzioni  di produzione. 

Cresce pressione su Opec per taglio produzione 
Il mercato guarda con sempre maggiore attenzione al prossimo meeting Opec in programma il 27 novembre a Vienna con l’organizzazione che raggruppa i maggiori paesi esportatori chiamata a decidere se apportare un taglio della produzione per calmierare la discesa dei prezzi. “La pressione sull’OPEC di ridurre la produzione sta crescendo – sottolinea l’IEA – ma al momento non ci sembra essere un chiaro consenso su una formale riduzione prima della riunione di Vienna di fine del mese”. 
Per il 2015, l’IEA ha lasciato la sua previsione di crescita della domanda mondiale di petrolio invariato a 1,13 milioni da un minimo annuale di cinque anni di 680.000 barili al giorno nel 2014 ritenendo che il contesto macroeconomico è destinato a migliorare. 

I bassi prezzi del petrolio vanno inevitabilmente a danneggiare i Paesi esportatori, mentre sono di aiuto per quelli importatori di petrolio. 
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