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Petrolio verso la normalizzazione: c’è ottimismo sull’azione dell’Opec

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Il prezzo del barile di petrolio è salito con decisione nelle ultime sei sedute e nella seduta di giovedì ha toccato i massimi da due settimane. Il mercato mostra fiducia sulla volontà dei Paesi Opec di rispettare i tagli di produzione concordati

Nella seduta di giovedì i prezzi del barile di petrolio hanno toccato i massimi a due settimane. Il Wti è arrivato a 54,06 dollari portando al 5,8% il guadagno delle ultime sei sedute. Il Brent ha toccato 56,55 dollari con un rialzo di circa 5 punti percentuali nelle ultime sei sessioni.

Nel mercato c’è ottimismo sulla capacità dei Paesi Opec di rispettare i tagli produttivi previsti nell’accordo di novembre che ha coinvolto anche Paesi non-Opec. Il ministro del petrolio del Kuwait Ali Al-Omair, in particolare, ha espresso fiducia sul rispetto delle quote mentre il ministro dell’Energia algerino Noureddine Boutarfa ha detto che l’obiettivo del taglio produttivo di 1,8 milioni di barili al giorno verrà raggiunto a febbraio.

“Ci aspettiamo che la decisione dell’Opec e dei non-Opec porti a una riduzione drastica dell’eccesso di petrolio e che permetta di creare le condizioni per un mercato in backwardation (in cui i prezzi forward sono inferiori al prezzo spot corrente” commenta Erasmo Rodriguez, energy and utilities equity analyst di Union bancaire Privee (Ubp).

Per quanto riguarda la domanda “solida e strettamente combinata a una crescita economica globale” Rodriguez non esclude una revisione al rialzo: “L’Agenzia internazionale dell’energia (Eia) ha rialzato le proprie previsioni sulla domanda per il 2017 di 1,3 milioni di barili al giorno a 97,6 milioni di barili al giorno. L’offerta dovrebbe invece raggiungere 96,7 milioni di barili al giorno, 0,9 milioni di barili al di sotto della domanda”.